ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Gli immigranti giungono alle coste spagnole Photo: ABC

I ministri degli Interni di vari paesi riuniti a Berna, capitale della Svizzera, hanno accordato di migliorare la protezione dei migranti e dei rifugiati che cercano d’andare dall’Africa all’Europa soprattutto attraverso la Libia, ha informato  Prensa Latina.
Durante il terzo incontro del Gruppo di Contatto del Mediterraneo Centrale, i rappresentanti di Egitto, Algeria, Germania, Francia, Italia, Libia, Mali, Malta, Niger, Austria, Slovenia, Chad, Tunisia e del paese anfitrione, hanno firmato una dichiarazione congiunta su questo tema.
La Ministro di Giustizia svizzera, Simonetta Sommaruga,  ha ricordato ai rappresentanti europei che devono prendersi la loro parte di responsabilità nella miseria economica di molti paesi africani.
«Superare la migrazione è una grande sfida, soprattutto in un mondo dove le disuguaglianze sono tanto evidenti, e si sfruttano le risorse di questa regione senza che le popolazioni ricevano alcun beneficio», ha dichiarato la ministro
Sommaruga.
Per la funzionaria : «È necessario fare qualcosa per le vittime degli  abusi e dello sfruttamento sulle rotte migratorie utilizzate dall’Africa all’Europa, scenario nel quale si sta producendo un’autentica tragedia umana».
Il documento finale dell’incontro segnala che le agenzie  della ONU e altre organizzazioni umanitarie, avranno un maggior accesso ai centri di detenzione in Libia, dove migliaia di migranti africani sono trattenuti a forza in condizioni disumane, aspettando di poter continuare la loro traversia.
I 16 ministri e funzionari europei d’alto rango del Gruppo hanno accordato anche che i più vulnerabili, come le donne e i bambini devono essere liberati.
L’Agenzia della ONU per i Rifugiati (Acnur) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni hanno denunciato le condizioni disumane nelle quali si trovavano 20.500 migranti e rifugiati prigionieri di contrabbandieri in questa nazione del Magreb, dove 6000 sono ancora prigionieri.
La maggioranza dei riscattati ha sofferto abusi ed anche  violazioni e sfruttamento sessuale e molti dicono d’essere stati picchiati e obbligati a lavorare per molte ore senza cibo e senza acqua, ha confermato la Acnur. ( Traduzione GM - Granma Int.)