ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
La maggiore organizzazione che difende il possesso di armi negli USA è stata fondata nel 1871. Photo: AP

La principale potenza economica mondiale attraversa una complessa situazione sociale, che fa sì che un anno dopo l’altro s’incrementino i livelli di insicurezza in tutta la nazione. Giardini d’infanzia, scuole, università, chiese, centri commerciali, uffici e luoghi ricreativi sono stati scenari di fatti di sangue.
Si calcola che negli USA muoiono 93 persone ogni giorno uccise con armi da fuoco e altre 222 sopravvivono dopo aver ricevuto delle pallottole, e questo equivale a 33.880 morti ogni anno. Per ogni dieci abitanti ci sono nove armi da fuoco, la proporzione più alta del mondo.
Queste statistiche sono minuziosamente registrate dalla Campagna Brady, che porta il nome di James Brady, che era il segretario addetto stampa del presidente Ronald Reagan, quando tutti e due, nel 1981, furono feriti con degli spari in un attentato a  Washington DC. Reagan guarì, ma Brady  è restato in una sedia a rotelle. Nei tre decenni seguenti è divenuto il porta bandiera del controllo delle armi negli Stati Uniti.
Solo un mese fa è avvenuta la sparatoria più violenta della storia moderna negli USA: il 1º ottobre un pensionato statunitense ha ucciso 58 persone e ferito altre 500 durante un concerto di musica country a Las Vegas. Domenica 5  novembre è avvenuto un nuovo massacro. Un ex militare statunitense  ha assassinato 26 persone, tra le quali diversi bambini e ne ha ferite altre 20 durante una messa in una chiesa battista del Texas.
I massacri peggiori sono avvenuti nel 2006 in un club notturno a  Orlando, in Florida, dove morirono 49 persone e 53 furono ferite ; nel 2017 nell’Università  Virginia Tech, in Virginia, persero la vita 32 persone e nel 2012 in una scuola elementare  a Newtown, in Connecticut, furono uccisi 20 bambini e 6 adulti.
Nonostante questa cruda realtà si mantiene vigente il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti approvato nel 1791 che dichiara che «il diritto del popolo di possedere armi e portare armai non sarà cancellato».
Da allora tenere armi da fuoco è un diritto dei cittadini statunitensi che si è trasformato in un grande affare per l’Associazione Nazionale del Rifle (NRA).
Non mancano fatti violenti né massacri e tanto meno la mobilitazione dell’opinione pubblica per fomentare un vero rovesciamento all’insostenibile regime di controllo delle armi statunitensi.
Senza dubbio disgraziatamente continua ad essere molto più poderosa l’ attuazione deliberata della NRA e di altri gruppi d’interesse speciale, associtati che “ lavorano” con generosi  contributi e minacce di rappresaglie  su ogni funzionario che decida sul tema nel Governo e nel Congresso.
La maggior organizzazione che difende il possesso delle armi negli Stati Uniti, fondata nel 1871, è una dei fedeli donanti dei congressisti e degli aspiranti presidenti,  specialmente del Partito Repubblicano.
Durante la campagna elettorale del 2016, questa lobby ha destinato più di 30 milioni di dollari a favore del candidato repubblicano Donald Trump.
Una volta alla presidenza, il 28 aprile del 2017, Donald Trump  ha partecipato alla Convenzione dell’Associazione Nazionale del Rifle.
 È stato il primo  mandatario statunitense  che ha partecipato a questo incontro dopo  Ronald Reagan, e dopo aver ringraziato per i suoi contributi, ha detto:   «Voi avete un vero amico nella Casa Bianca». (Traduzione GM – Granma Int.)