ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Algeri.–II presidente saharaui, Brahim Gali, ha chiesto al Parlamento Panafricano (PA) il suo intervento per la liberazione di un gruppo di 23 patrioti del suo paese condannati e pene estreme da un tribunale del Marocco, ha informato la Sahara Press Service.
Il governante ha chiesto a questa istanza  regionale  d’applicare le misure necessarie per la scarcerazione «immediata e senza condizioni » dei prigionieri politici del detto  Gruppo Gdeim Izik, una località dei territori occupati, dov’ erano stati arrestati nel 2013,  accusati della morte di 11 militari del Marocco, ha aggiunto l’agenzia  di stampa citata da PL.
Le ingiuste condanne del 19 luglio sorso sono una nuova dimostrazione delle intenzioni del Marocco di continuare la sua politica di abusi contro i diritti umani nel Sahara Occidentale,  ha scritto Gali in una lettera al presidente del PA, Roger Nkodo Dang.
Il capo di Stato ha domandato in generale la liberazione di tutti i sarahaui detenuti in modo illegale nelle prigioni del Marocco, paese che ha invaso il territorio dell’attuale  Repubblica Araba Saharaui Democratica (RASD), dopo la ritirata nel 1975 della Spagna, precedente potenza occupante dal 1884.
Secondo il presidente, l’Unione Africana può fare pressioni su Rabat per far sì che rispetti gli obblighi del documento costitutivo di questa organizzazione regionale e le altre decisioni pertinenti degli organi normativi dell’Unione in relazione con l’occupazione di parti del territorio della RASD.
Gali ha inviato lettere simili al  Segretario Generale della ONU, al Presidente del Consiglio di Sicurezza, al Commissario per la Pace e  La Sicurezza della UA e al Presidente del Comitato Internazionale della Croce  Rossa.
In accordo con il governo  saharaui, le recenti condanne contro i prigionieri politici nel giudizio civile sono una ripetizione di quelle imposte da un tribunale militare  nel 2013 che oscillarono tra 20  anni di carcere e l’ergastolo.
Il presidente ha ricordato che 11 militari marocchini sono morti l’8 novembre del 2010 durante lo smantellamento forzato dell’accampamento pacifico di Gdeim Izik, vicino alla capatale della RASD, El Aiun, dov’erano concentrati 15.000 saharaui per protestare per le loro condizioni di vita.
Le fonti del Marocco sostengono che le sentenze contro i 23 prigionieri sarahaui dettate della Camera del Criminale del Tribunale d’Appello di Salé, vicino a Rabat, impongono a otto l’ergastolo, a tre 30 anni a  cinque 25 anni e a  tre 20 anni di reclusione. (Traduzione GM  - Granma Int.)