ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

LIMA.– Circa 10.000 docenti peruviani delle regioni di Junín, Huancavelica, Huánuco, Pasco e Ayacucho sono giunti a Lima, la capitale, martedì 1 agosto, dopo aver partecipato alla marcia di sacrificio dei docenti, durata diversi giorni.
Il presidente del comitato di Lotta di Junín, Brangil Mateo Blas, ha informato che i maestri sono arrivati a Lima con l’obiettivo d’essere ascoltati dal presidente del Perù, Pedro Pablo Kuczynski, dopo 50 giorni di sciopero a tempo indefinito.
«Siamo già a Lima e abbiamo chiesto al presidente e alla ministro d’Educazione di parlare con i maestri che sono giunti da tutto il paese con i loro veri dirigenti, rispetto ai reclami che esprimiamo», ha sostenuto Mateo Blas.
Da quando è iniziato lo sciopero, i maestri si sono mobiliatati, hanno bloccato ponti, strade e cercato d’occupare gli aeroporti, ha informato Telesur.
In questo senso il dirigente ha segnalato che tra gli obiettivi della lotta c’è l’incremento della voce del bilancio per il settore dell’educazione, la deroga di leggi contro la stabilità lavorativa dei maestri, l’incremento degli stipendi dei maestri in un’unità tributaria e il pagamento del debito sociale, tra le varie condizioni.
La mancata realizzazione di queste misure mantiene in sciopero i maestri nonostante l’annuncio di trattenute per quei professionisti dell’educazione che non vanno al lavoro. (Telesur/ Traduzione GM-  Granma Int.)