ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Lula da Silva. Photo: Prensa Latina

«Michel Temer, il primo presidente brasiliano denunciato per corruzione in pieno esercizio delle sue funzioni, non ha le condizioni per governare il Brasile», ha sostenuto l’ex dignitario Luiz Inácio Lula da Silva.
«L’ideale sarebbe che lo stesso  Temer convocasse a nuove elezioni per far sì che il paese possa ottenere la pace e la democrazia che sta necessitando»,
ha dichiarato il fondatore e leader del Partito dei Lavoratori (PT).
Lula ha insistito nella sua difesa dell’immediata realizzazione di elezioni dirette ed ha sottolineato che dopo il colpo parlamentare - giudiziario contro la
presidente costituzionale Dilma Rousseff, l’anno scorso, le cose peggiorano sempre più.
«Il Brasile era un paese divenuto un protagonista internazionale e oggi Temer è ricevuto a Mosca dal direttore dell’aeroporto, e in un altro paese (la Norvegia), lo ha ricevuto il terzo vice ministro», ha deplorato in una dichiarazione a Radio Itatiaia, nello Stato di Minas Gerais.
«Questo prestigio guadagnato si sta annullando per la mediocrità, per un colpo insensato», ha insistito l’ex presidente, che ha reiterato che la società necessita credere che il domani sarà migliore.
Temer è stato denunciato per corruzione passiva dal titolare della Procura Generale della Repubblica - PGR, Rodrgio Janot,  partendo da una prima denuncia fatta dal  proprietario della fabbrica  JBS, Joesley Batista.
L’imprenditore aveva registrato nel marzo scorso una conversazione compromettente con Temer, che ha dato poi la motivazione di altre investigazioni contro Temer per blocco della giustizia e associazione a delinquere.
In accordo con l’accusa inviata da Janot al ministro della Corte Supema Edson Fachin, Temer  ha ricevuto, tra marzo e aprile scorsi per mezzo del suo ex assessore e dell’ex deputato federale  Rodrigo Rocha Loures, denunciato a sua volta, mezzo milione di reales di mancia dalla JBS.
Ora  Fachin potrà concedere un periodo di 15 giorni alla difesa dell’
inquilino del Palazzo di Planalto per rispondere, prima che la denuncia sia inviata alla Camera dei Deputato che  sarà, in definitiva, l’incaricata di accettarla  o meno.
Inizialmente dovrà dare la sua approvazione la Commissione di Costituzione  e Giustizia della Camera Bassa, in cui  un quinto dei 66 membri sono stati citati nelle delazioni degli ex esecutivi dell’impresa Odebrecht, uno dei bersagli principali dell’operazione  Lava Jato, e della JBS.
Se sarà accettata, la denuncia sarà sottoposta all’analisi del plenario della Camera dei Deputati e la sua approvazione b necessiterà l’approvazione dei due terzi  (342 legislatori) dei suoi integranti, per far sì che la denuncia passi poi al giudizio del Supremo Tribunale Federale trattandola come un reato comune. ( PL/Traduzione GM - Granma Int).