ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

La richiesta degli organizzatori dell’incontro «Cosa succede in Venezuela» avvenuto questo fine settimana a Roma è stata quella di sovvertire la complicità dei mass media contro il governo legittimo con il passaparola sulla verità su quello che realmente accade nella Patria del Comandante Eterno Hugo Chavéz.
I presenti al tavolo hanno condiviso l’idea che gli scontri in Venezuela denunciati dalle multinazionali dell’informazione hanno un mandante esterno: gli Stati Uniti d’America, il paese più consumatore di petrolio in tutto il mondo con circa 25 milioni di barili al giorno, che ambisce ad ottenere la più grande riserva di petrolio del pianeta, in mano al governo bolivariano.
«Ovviamente, questo atteggiamento degli Stati Uniti spiega tutto ciò che accade in Medio Oriente e quello che è avvenuto in Afganistan, Iraq, Libia, Siria, nazioni con grandi risorse naturali come petrolio, oro e diamanti, d’interesse economico per l’impero americano», hanno commentato i partecipanti, tra i quali l’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Julián Isaías Rodríguez Díaz.
Dopo il ringraziamento agli organizzatori per questo gesto solidale, il diplomatico, avvocato, scrittore e poeta venezuelano, ha spiegato la nuova Costituente proposta dal presidente Nicolás Maduro  - oggetto di discordia da parte della destra venezuelana affiancata dagli Stati Uniti- che rafforzerà quella del 1999 mettendo più in risalto i diritti sociali del popolo.
A differenza della Rivoluzione cubana scaturita dalla vittoria  armata del popolo sugli sfruttatori, l’ambasciatore ed ex vice presidente esecutivo ed ex Procuratore generale del Venezuela ha detto: «Noi venezuelani abbiamo fatto una rivoluzione pacifica tramite le urne e conviviamo nel quotidiano con una borghesia che non accetta la perdita dei privilegi e per creare incertezze  ed angoscia, sequestra gli alimenti,  convince le case farmaceutiche alleate a non fabbricare medicinali, blocca i trasporti e scatena l’inflazione”.
Geraldina Colotti, giornalista de Il Manifesto, ha sottolineato i veri obiettivi della campagna internazionale di natura economica e di killeraggio verso il Venezuela per creare un corto circuito nel cervello delle persone, demonizzando il comunismo e silenziando le azioni di giustizia sociale che  da 17 anni porta avanti la Rivoluzione Bolivariana del XXI secolo, il cui leader è stato il presidente  Chavéz, seguito da Nicolás Maduro.
Marco Papacci, vicepresidente dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba(ANAIC), e Ivan Collini, dall’Associazione Patria Socialista, hanno riferito la necessità d’internazionalizzare la verità sul Venezuela, una realtà nascosta e mascherata dai mass media al servizio degli Stati Uniti che si impegnano ad esecrare le pratiche del governo popolare di Maduro, la cui Costituzione vigente non ammette il neoliberalismo, nè la privatizzazione del petrolio(PDVSA), della salute, degli studi e dei servizi.
L’incontro tra italiani - soprattutto giovani del Collettivo Studentesco Roma Nord-  e i residenti stranieri d’origine latinoamericana, nordafricana e asiatica, ha avuto luogo nella Casa del Popolo “Giuseppe Tanas”, nel quartiere romano di Primavalle, dove il pubblico ha mostrato interessamento per capire la verità e poter difendere con il passaparola il Venezuela che in questi anni di rivoluzione è stato sempre oggetto di diverse strategie del nemico per far abortire il Chavismo.  
Inoltre i partecipanti  hanno svelato quello che non arriva ai mass media controllati dagli Stati Uniti, principali sobillatori della violenza in Venezuela, assieme alla più grande compagnia petrolifera d’importanza mondiale Exxon Mobil ed hanno accusato l’ impero statunitense di pagare sicari per scatenare l’odio tra la popolazione venezuelana con diversi tariffe, a seconda del grado di crudeltà, di far uccidere persone innocenti e far credere che le vittime sono generate dal governo di Maduro, democraticamente eletto nel 2013.
La verità su quello che succede in Venezuela è che su 335 municipi, le rivolte e le insurrezioni contro il governo che fanno vedere alla TV, sono realtà solo nei sette municipi dove vivono le persone con il maggior livello economico, che vogliono tornare alla quarta repubblica: Caracas, Valencia, Barquisimeto, San Cristóbal nello Stato di Táchira.
Al contrario sono avvenute e ci sono molte manifestazioni di sostegno del popolo alla nuova Costituente proposta da Maduro, per una maggior tutela del Chavismo, silenziato e demonizzato dai mass media.
Oltre a tutto questo, al vero nemico dà fastidio che la Patria bolivariana non sia un paese governato dalle leggi della domanda e offerta, nè dalla globalizzazione.
Per cercare di rompere il muro di silenzio contro la verità del Venezuela, la sede diplomatica di Roma ha offerto ieri martedì una conferenza stampa.