ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Ginevra.- I bambini sono coloro che pagano con frequenza il prezzo più alto in situazioni di conflitto e catastrofi, ha sottolineato l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIT).
Molti tra i 168 milioni di bambini vittime del lavoro infantile, vivono in zone colpite da conflitti e catastrofi, ha precisato l’informazione diffusa, nella quale si segnala che il Giorno Mondiale Contro il Lavoro Infantile, il 12 giugno, quest’anno sarà dedicato a questo tema.
L’Organizzazione sostiene che nei periodi di conflitto e in situazioni di catastrofi, quando i mezzi di sussistenza sono distrutti, i servizi di base interrotti e le persone sono obbligate a fuggire dalle loro case, famiglie intere divengono più vulnerabili, ma sono i piccoli quelli che pagano con frequenza il prezzo più alto.
I principi rettori di questa istituzione sull’impiego e il lavoro decente per la pace e la sussistenza, discussi  durante la 106ª Riunione della Conferenza Internazionale del Lavoro, che si è svolta in questa città svizzera, reclamano che si prendano misure specifiche contro questo male.
Nei paesi colpiti da conflitti e catastrofi, la OIT, i governi e le organizzazioni dei lavoratori, i datori di lavoro  e gli attori umanitari lavorano insieme per prevenire che i bambini lavorino e per riscattare quelli che sono vittime del lavoro infantile e incorporarli all’educazione, in accordo con il rapporto divulgato.
La OIT forma parte dell’Alleanza 8.7, l’associazione strategica globale impegnata nella realizzazione della Meta 8.7 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile  che esorta il mondo a sradicare il lavoro forzoso e la schiavitù moderna per il 2025 e porre fine al lavoro infantile in tutte le sue forme. Il lavoro infantile è una violazione del diritto internazionale e delle convenzioni delle Nazioni Unite. ( Traduzione GM - Granma Int. )