ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Trump ha ricevuto il suo omologo palestinese Mahmoud Abbas. Foto: API
Trump ha ricevuto il suo omologo palestinese Mahmoud Abbas. Photo: AP

RAMALLAH.-Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha reiterato martedì 23, il suo omologo statunitense, Donald Trump, il suo impegno di realizzare un accordo storico di pace con Israele.
«Riaffermiamo la nostra posizione d’accettare la soluzione dei due Stati con le frontiere del 1967 e la Palestina con la sua capitale a Gerusalemme est, vivendo a lato d’Israele in pace, sicurezza e come buoni vicini,  oltre alla risoluzione di tutti i temi in base alla legislazione internazionale», ha sostenuto Abbas.
Il dirigente palestinese ha aggiunto dopo l’incontro con Trump a Betlemme, che: Per la conquista della pace, l’ostacolo principale è l’occupazione israeliana delle terre palestinesi,  sono gli insediamenti e il rifiuto di Tel Aviv di riconoscere lo Stato della Palestina come noi riconosciamo Israele».
«La chiave della pace in Medio Oriente si basa nella garanzia  dell’indipendenza e della libertà del popolo palestinese», ha detto ancora Abbas in una conferenza stampa successiva all’incontro con il mandatario statunitense.
Il dirigente palestinese ha anche invitato Israele a rispondere alle giuste  e umane domande dei circa mille palestinesi che da 37 giorni fanno lo sciopero della fame e non ingeriscono nulla, chiusi nelle carceri israeliane.
In quello che è stato considerato un gesto di cortesia diplomatica, Abbas ha elogiato il ruolo di Trump come fomentatore delle conversazioni tra palestinesi e israeliani.
«Speriamo che la storia sia testimone del fatto che il presidente Donald Trump è stato quello che ha ottenuto la pace», ha detto.
 Trump, in accordo con la posizione d’Israele rispetto alla lotta palestinese contro l’occupazione, ha insistito che la pace non si può ottenere in un luogo dove la violenza è tollerata, finanziata e anche ricompensata.
Abbas ha commentato, riferendosi alla visita realizzata il giorno prima da Trump nella Città Vecchia di Gerusalemme, che: «Il problema non è tra di noi e il giudaismo, ma tra i palestinesi e l’occupazione israeliana».
Trump ha realizzato una visita di 28 ore in Isreale e nei territori palestinesi occupati, occasione nella quale oltre che con Abbas, si è riunito con il primo ministro  Benjamin Netanyahu e il presidente Reuvén Rivlin. ( Traduzione GM – Granma Int.)