
La catena multistatale Telesur ha riportato che il ministro di Salute Pubblica della Repubblica Democratica del Congo (RDC), Oly Ilunga Kalenga, ha informato, venerdì 12, l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) che è stata dichiarata un’epidemia di Ebola nella zona di Likati, in provincia de Bajo-Uele (nel nord del paese).
La decisione è stata presa dopo che l’Istituto Nazionale d’Investigazione Biomedica, che è il laboratorio nazionale della RDC, ha esaminato cinque analisi di persone sospettate d’aver contratto il virus dell’Ebola e che una è risultata positiva.
Il Ministero di Salute della Repubblica Democratica del Congo, ha comunicato alla OMS che dal 22 aprile sono stati registrati 9 casi sospetti di Ebola, con tre decessi notificati a Litaki, e che questo implica una mortalità del 33% secondo le stime ufficiali.
La OMS ha descritto questo getto come "una crisi di salute d’importanza internazionale" ed ha aggiunto che un primo staff di esperti con epidemiologi, biologi e specialisti in igiene è stato inviato nel luogo, dove sono arrivati in questo fine settimana.
La Repubblica Democratica del Congo ha sofferto la presenza di casi occasionali di Ebola, malattia che ha ucciso 11.000 persone in Africa nel periodo 2014-2015.
Nel 2016, la OMS aveva dichiarato liberi dall’Ebola, la Guinea, la Liberia e la Sierra Leone, i tre paesi più colpiti dall’epidemia. I pazienti di Ebola soffrono di brividi, mal di testa, dolori muscolari ed anche vomito e diarrea. Il virus può provocare una febbre emorragica e problemi di blocchi organici. (Traduzione GM- Granma Int.)


