ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
La manifestazione centrale si è svolta nel pomeriggio con la partecipazione di diverse associazioni dei diritti umani, lavoratori, studenti e settori sociali. Photo: TELESUR

Buenos Aires - Giovedì 23, dalle prime ore del mattino,  diverse centinaia di persone hanno marciato per le strade unite dallo stesso dolore: ricordare i circa 30.000 scomparsi durante la dittatura militare dal 1976 al 1983.
Una lunga fila ha percorso la centrale Avenida 9 de Julio, nella capitale, mentre le bandiere e i canti si sono sentiti anche in altre arterie centrali come  Rivadavia, Callao, Belgrano e Paseo Colón, alcune con il blocco totale del transito.
Nelle reti sociali come Facebook e Twitter le parole: memoria, colpo di Stato, scomparsi,  giustizia e soprattutto  «mai più» si sono ripetute in centinaia di messaggi «Oggi il dolore in Argentina riempie di nomi e d’immagini le pareti e i marciapiedi, in un paese che non dimentica i suoi morti e torna a reclamare verità e giustizia», ha detto a Radio 10 Estela De Carlotto, presidente dell’organizzazione  Nonne di Piazza di Maggio.
«Non dobbiamo permettere che si dimentichi nel contesto di un governo che vuole cancellare la storia», ha segnalato.
Giovedì 23, dalle prime ore del mattino,  diverse centinaia di persone hanno marciato per le strade unite dallo stesso dolore: ricordare i circa 30.000 scomparsi durante la dittatura militare dal 1976 al 1983.
Il 24 marzo è stato istituito come Giorno Nazionale della Memoria per la Verità e la Giustizia dal Congresso, nel 2020, per commemorare le vittime del colpo genocida nel 1976. ( Traduzione GM – Granma Int.)