
Lima – Le piogge torrenziali cadute in Perù, provocate dal fenomeno climatico El NiñoCostero hanno lasciato almeno 75 morti, 263 feriti e 20 scomparsi, ha informato il Centro delle Operazioni d’Emergenza nazionale (COEN).
Ai morti, i feriti e gli scomparsi si sommano 100.169 danneggiati e 627.048 persone colpite, specialmente nelle regioni a nordest di Tumbes, Piura, Lambayeque, La Libertad y Ancash, e nella zona di Lima(centro-est) nelle meridionali Ica e Arequipa, tra le zone delle Ande e dell’Amazzonia, ha precisato il COEN citato dall’agenzia Xinhua.
Da quando esiste questo fenomeno climatico nel dicembre del 2016 e sino alla sua intensificazione nel febbraio e marzo di quest’anno, un totale di 12.126 case sono state dichiarate inabitabili, 10642 sono crollate e 134290 hanno sofferto danni, 16 istituti dovranno essere ricostruiti, 25 sono crollati e 1099 sono danneggiati.
Il governo peruviano ha riportato la distruzione di 1909 chilometri di strade, e danni a 3849 chilometri. Un totale di 847 Km presenta danni, 159 ponti sono distrutti e 271 danneggiati tra quelli per veicoli e i pedonali.

Ansa ha informato che il presidente del Perú, Pedro Pablo Kuczynski, ha lasciato aperta la possibilità di dichiarare l’emergenza nazionale, di fronte ai disastri dell’attuale ondata invernale, nonostante i suoi timori che si manifestino azioni di corruzione.
«Qui c’è la dichiarazione d’emergenza per le grandi regioni. Tutte le regioni del nord sono dichiarate in emergenza e tra i distretti di Lima più della metà sono dichiarati in emergenza. Noi dobbiamo valutare nei prossimi giorni se seguire con questa emergenza parziale regionanale o se faremo un’emergenza nazionale», ha affermato il mandatario.
«Las coste del Perú sono un deserto senza pioggia e non siamo preparati per queste piogge che cadono sulle alture senza vegetazione; da lì si genera quello che chiamiamo il Huaico, acqua con pietre e fango», ha segnalato il presidente.
Kuczynski ha affermato che nonostante la validità degli argomenti per rendere concreta la dichiarazione, lo preoccupa molto il tema del controllo delle spese per evitare un’ulteriore corruzione. Poi ha ringraziato i paesi vicini per i viveri, l’acqua, le coperte, i vestiti e gli altri aiuti inviati, ricordando che quello che necessitano sono motopompe.
« Le abbiamo chieste agli Stati Uniti, e necessitiamo anche purificatrici di acqua come quelle giunte dall’Uruguay».
Il Niño Costero colpisce anche l’Ecuador
Sono 16 i morti in Ecuador per il severo inverno e le forti piogge mentre 6 599 sono state danneggiate e 128 case sono crollate.
I dati più attuali li ha offerti la segretaria di Gestione dei Rischi, Susana Dueñas, che ha constatato la morte di una persona scomparsa nel fiume Daule nel fine settimana, ha riportato EFE.
6.292 case necessitano riparazioni per i danni provocati dagli acquazzoni e gli smottamenti, mentre 1155 persone hanno perso tutto e sono ospiti in alberghi, temporaneamente, come altri nelle case di parenti in accoglienza.
«Il settore agricolo ha subito danni minori che in altre stagioni invernali, perchè le inondazioni non sono state molto gravi grazie alle politiche e ai progetti realizzati dal governo nazionale, tra i quali sei multi propositi installati in operazione», ha detto la funzionaria riferendosi anche alla situazione del clima che vive il Perù, dove i problemi economici sono maggiori, come il numero dei morti e il cui governo ha ricevuto aiuti umanitari provenienti da Quito.
(Traduzione GM- Granma Int.)





