ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Il rettore della UASD, Iván Grullón, ha ringraziato i presenti per aver scelto questo scenario accademico per l’incontro. Foto: Pensando América

Santo Domingo -  Con una combattiva dimostrazione d’appoggio al V Vertice dei Capi di Stato e di Governo della Comunità degli Stati  Latinoamericani e Caraibici (CELAC)  è cominciato lunedì 23  in questa capitale l’Incontro dei Movimienti Sociali e le Forze Politiche.
Rappresentanti delle organizzazioni sociali, sindacali, contadine, popolari, giovanili, studentesche e di solidarietà, hanno riempito totalmente  il salone delle cerimonie della scuola d’Economia dell’Università Autonoma di Santo Domingo, sede dell’appuntamento.
Con  le delegazioni del Venezuela, Cuba e la Repubblica Dominicana sono presenti rappresentanti pieni d’entusiasmo di Argentina, Bolivia,Colombia, Ecuador, El Salvador, Stati Uniti, Guyana, Haiti, Nicaragua, Panama, Puerto Rico e Trinidad y Tobago.
Il rettore della UASD, Iván Grullón, dando i benvenuto ha ricordato che questa è l’università del popolo e la prima d’America ed ha ringraziato d’aver scelto questo scenario accademico per accordarsi con le posizioni che esprimeranno gli statisti che parteciperanno al V Vertice della Celac, domani 25 gennaio a Punta Cana.
“Voi avete la responsabilità di portare al Vertice della Celac la visione delle organizzazioni che voi rappresentate sui principali temi dell’incontro regionale, come l’emigrazione nella regione, il blocco degli Stati Uniti contro Cuba e il reclamo per la restituzione del territorio di Guantánamo”.
Poi Grullón ha detto che si toccheranno anche temi come la povertà, la sicurezza alimentare, la problematica mondiale delle droghe, il disarmo nucleare, lo sviluppo della donna, il conflitto delle Malvine e il flagello  costituto dalla corruzione e l’impunità.
La leader contadina  dominicana, Juana Ferrer,  ha salutato la presenza nel salone dell’Eroe della Repubblica di Cuba, Fernando González,  che è stato molto applaudito mentre i presenti cantavano in coro “Fidel, Fidel, che cos’è che  ha Fidel, che gli imperialisti non possono con lui”.
La Ferrer  ha indicato che l’America Latina e i Caraibi sono sempre la regione più disuguale del mondo con alti livelli d’esclusione sociale, disuguaglianza di genere e discriminazione razziale, ed ha aggiunto che la violazione dei diritti sociali, economici, culturali, politici sessuali e riproduttivi generano violenza, emarginazione, povertà, e costituisce una minaccia permanente alla sovranità alimentare.
Poi ha ricordato che la Celac è un progetto fomentato da Fidel Castro e da Hugo Chávez per far  sì che la regione avesse un  meccanismo d’unità, pace,integrazione e difesa della sovranità per dare uno stimolo allo sviluppo integrale dei popoli, sulla base della cooperazione mutua e la solidarietà.
La leader ha assicurato che i movimenti sociali e le forze politiche hanno preso l’impegno di continuare a lottare per far sì che la Celac sia una rappresentazione genuina della lotta comune per la difesa delle risorse naturali e le relazioni commerciali nell’uguaglianza, in contrapposizione ai meccanismi utilizzati dall’imperialismo per lo scambio disuguale e il saccheggio dei nostri popoli.
Poi è iniziato il lavoro per commissioni con espositori e dibattiti su due grandi temi :“La sovranità, la pace e l’unità e l’integrazione latinoamericana e caraibica”, e “La realtà dei diritti umani in America Latina e nei Caraibi”.
Al termine della giornata è stato approvato il documento finale della riunione. ( Traduzione GM- Granma Int.)