ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Una donna si ripara dalla pioggia a Puerto Príncipe, in Haiti. Photo: Reuters

L’uragano Matthew ha colpito  Haiti con una forza devastante martedì 4, e i rapporti preliminari indicano che ha lasciato almeno quattro morti e migliaia di evacuati, oltre a decine di case distrutte.

Con venti massimi sostenuti di  230 km/o, Matthew che è situato nella categoria 4 di un totale di 5 nella scala Saffir-Simpson,  ha colpito la città haitiana di Anglais, verso le sette di mattina, come ha informato il  Centro Nazionale degli Uragani degli Stati Uniti  (NHC, in inglese).

Prima di toccare terra in Haiti il ciclone ha provocato inondazioni in 11 comunità ha detto alla AFP, Edgar Celestin, portavoce dell’agenzia della Protezione Civile.

Ad  Anglais, le acque hanno inondato la strada nazionale e Matthew ha distrutto molti edifici precari e inoltre c’è stata penetrazione del mare a Les Cayes, la  terza città di Haiti.

Marie-Alta Jean-Baptiste, direttrice  della Protezione Civile, ha detto che si sono stati anche smottamenti e che molte persone non hanno voluto essere evacuate    per non lasciare le loro case , nelle zone più vulnerabili.

Tra queste aree ci sono quartieri estremamente poveri  e densamente popolati come Cite Soleil e  Cite L'Eternel, sulla costa nella capitale.

Un totale di 648 collaboratori cubani lavorano in Haiti, tra medici e altri professionisti.

“Tutti stanno bene”, ha assicurato per via telefonica a Granma il Dott. Lorenzo Mojena, capo in funzioni della brigata medica cubana in questa nazione.

“I pronostici del passaggio dell’uragano sono stati reali e si sono verificate intense piogge, con venti forti e grandi inondazioni” ha detto Mojena verso le 18.00 di martedì 4, ed ha aggiunto che il paese non si trovava ancora in una fase definitiva di pace, ed era ancora colpito dall’inclemenza del tempo.

“L’area più colpita è stata la zona sud del paese, con località isolate, un marcato deterioramento delle infrastrutture con perdita di case, il crollo dei ponti, delle torri e delle antenne per le comunicazioni, ponendo il popolo haitiano nuovamente in una situazione molto critica. 

Il dottor Mojena  ha spiegato che l’ambasciata cubana ha attivato un punto di comando per garantire la sicurezza dei cooperanti e il funzionamento della brigata e delle altre missioni statali del paese. Poi ha ringraziato per la stretta comunicazione che  hanno mantenuto  le autorità della salute di Cuba.

Siamo assolutamente disponibili a lavorare nella prevenzione e nel controllo epidemiologico, perchè si prevede una situazione  complicata, dato che le piogge hanno reso complesso il quadro sanitario che esisteva già nella nazione, ha segnalato.

Nella vicina  Repubblica Dominicana, il Centro delle Operazioni d’Emergenza-  COE - ha riportato almeno 4 morti e 8546 persone evacuate in Santo Domingo e nelle province di frontiera con Haiti.

Nella capitale sono state registrate piogge intense con inondazioni e le autorità hanno sospeso le lezioni sino a giovedì in 24 delle 32 province del paese, come misura preventiva.

Matthew si è fatto sentire in Giamaica dove l’esercito e le riserve militari hanno assistito nel maneggio dell’emergenza e sono stati inviati autobus per evacuare le persone delle zone più vulnerabili.

Questo giornale ha stabilito una comunicazione con questa nazione dei Caraibi e, come ha detto il dottor Héctor Mustelier, capo della brigata medica in Giamaica, nel paese c’è una tendenza al recupero e le piogge sono diminuite.

Poi ha commentato che: “I medici cubani stanno bene e hanno risposto al richiamo delle autorità della salute”. 

“Tutta la brigata ha iniziato le sue attività normali nelle istituzioni dove si offre assistenza quotidianamente”.

“Ora la cosa fondamentale è la promozione e la prevenzione della salute per evitare dopo le piogge la proliferazione delle malattie”, ha precisato

Dopo aver colpito Cuba, si prevede che l’uragano attraverserà le Bahamas con una traiettoria nord occidentale, passando vicino alla costa est della Florida, che è in stato d’emergenza negli Stati Uniti questa settimana.

“Qui non ci sono segni del ciclone, ma abbiamo preso le misure pertinenti per la protezione dei collaboratori in Bahamas”, ha assicurato il dottor Tomás Reinoso, capo della brigata medica cubana in questo paese.

“Tra le azioni adottate abbiamo guardato viveri e acqua sufficienti per i giorni del passaggio del ciclone. Abbiamo riaggiustato le ore di lavoro e staremo nelle installazioni sanitarie e si lavorerà  tutto il tempo protetti in questi edifici.
Il medico ha commentato la stretta e sistematica comunicazione con l’Unità Centrale di Collaborazione Medica -  UCCM - in Cuba e il ministero di Salute Pubblica che si è incaricato del contatto con i familiari per informarli dello stato dei cooperanti,  un totale di 144 in questo territorio.

“Abbiamo preso tutte le misure”, ha segnalato il dott.  Reinoso, aggiungendo che i media stanno informando che Matthew passerà per questo territorio con una forza devastatrice.

Le Bahamas non sono sottoposte al passaggio  di un uragano di questa forza da molto tempo  e dicono che sia il più forte del decennio.

Alla chiusura di questa edizione, Granma ha contattato anche la dottoressa Regla Angulo Pardo, direttrice dell’Unità Centrale di Cooperazione Medica (Uccm)  che ha affermato che: “Una volta decretata la fase informativa per il passaggio dell’uragano, si è cominciato a lavorare e sono stati identificati i paesi colpiti dei Caraibi dove Cuba ha dei collaboratori: Haiti, Giamaica e Bahamas.

È stato attivato il centro di direzione del ministero di Salute Pubblica cui appartiene il UCCM e partendo da lì abbiamo mantenuto  una stretta comunicazione ogni sei ore con i capi delle brigate mediche, con chiamate telefoniche per verificare il compimento di tutte le misure di protezione”, ha segnalato.

La direttrice della UCCM ha commentato che sono stati contattati tutti i collaboratori che hanno a disposizione riserve di acqua, alimenti e combustibili, per un minimo di dieci giorni, oltre ad altri oggetti come candele, fiammiferi e crediti telefonici per non perdere la comunicazione.

“Tutti i collaboratori sono in luoghi sicuri e quelli che lavorano si sono messi in queste zone.  Inoltre sono a completa disposizione per assistere in qualsiasi emergenza e partecipare al recupero dei questi paesi”, ha confermato
Per dare tranquillità ai nostri cooperanti sulle azioni che si realizzano nel territorio nazionale per il passaggio di Matthew, la UCCM si è preoccupata di mantenerli informati sull’impatto del ciclone nell’oriente di Cuba. (Traduzione GM – Granma Int.)