ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

BUENOS AIRES.— Media comunitari argentini reclamano al Governo Nazionale i fondi e le licenze di trasmissione di cui sono creditori e i lavoratori della televisione esigono dalle imprese un aumento di salario del 42 per cento.
Convocati da Interredes, che raggruppa circa 300 media alternativi di tutto il paese, giornalisti e tecnici  hanno effettuato una forte protesta davanti all’Ente Nazionale di Comunicazione  (Enacom), una dipendenza creata dall’amministrazione di Mauricio Macri.
Lì hanno reclamato l’implementazione dei permessi ai canali comunitari di Televisione che hanno vinto il concorso nel 2015 realizzato dall’Autorità Federale dei Servizi di Comunicazione Audiovisivi, organismo che l’Esecutivo ha smantellato quando ha invalidato la Legge dei Media.
Inoltre hanno domandato l’esecuzione del bilancio per questi piccoli operatori della stampa, approvato quest’anno e il pagamento delle assegnazioni del Fondo per il Fomento dei Media Comunitari.
Diversi oratori nella protesta hanno denunciato che il governo dell’Alleanza Cambiemos li vuole far tacere per evitare che riflettano la realtà dei quartieri, delle comunità e della società e che per questo si sta strozzando la libertà d’espressione.
Nei volantini lanciati nell’aria si leggeva la parola d’ordine “ Di fronte al apagon( oscurità) informativo, incendiate i media popolari”  
Hanno partecipato membri della Rete Nazionale dei Media Alternativi, il Collettivo di Comunicazione e Cultura, Produttori Audiovisi Comunitari, Urbana Tevé, Radio Gráfica, Red Kilme del Sur, Barricada TV e Antena Negra, tra gli altri.
Diverse compagne che manifestavano hanno cercato di consegnare un comunicato con le domande di Enacom, ma sono state scacciate in forma violenta.
Vicino al Congresso della nazione e per tutta l’Avenida de Mayo, circa tremila lavoratori iscritti al sindacato argentino della televisione hanno realizzato una marcia che è terminata con una presenza sino alla notte davanti alla sede dell’ Associazione argentina di Televisione via cavo.
Uno dei leader della manifestazione ha detto a Prensa Latina che si sta discutendo la parità salariale e che reclamano un aumento del 42%.
Poi ha spiegato che in tutti i capoluoghi di provincia del paese si stavano realizzando manifestazioni e marce simili a quella convocata a Buenos Aires davanti alle diverse camere delle imprese del settore.
In un grande pannello issato si sostiene che i lavoratori della televisione marciano “Perchè meritiamo un salario giusto, perché l’attività rende e perché se non lottiamo oggi, domani soffriremo la fame”. (Traduzione GM - Granma Int.)