ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
L’assassinio di Yaneth si somma a quello della leader Berta Cáceres. Photo: EFE

Tegucigalpa - Il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene in Honduras (Copinh)  ha attribuito ieri, giovedì 7 luglio, al Governo del paese la responsabilità dell’assassinio della leader comunitaria Lesbia Yaneth Urquía
Urquía, di 49 anni e lo ha definito “un femminicidio politico”.
In un comunicato, l’organizzazione indigena ha denunciato che l’uccisione della Urquia “è un femminicidio politico” che vuole far tacere le voci delle donne che con valore e coraggio difendono i loro diritti contro il sistema patriarcale razzista e capitalista che avvicina sempre più la distruzione del nostro pianeta.
I dirigenti in accordo hanno reclamato che s’interrompano le uccisioni  dei suoi membri e che si faccia giustizia nel caso di  Lesbia e in quello di Berta Cáceres.
La Urquía, madre di tre figli,  è stata trovata morta nel pomeriggio di mercoledì 6 in un luogo noto come Mata Mulas, vicino alla discarica di  Marcala, il municipio dove viveva nel dipartimento  La Paz, ha riferito Telesur.
Il  2015 è stato l’anno con il più alto numero di uccisioni degli attivisti ambientalisti nella storia, dice una relazione pubblicata da El Mostrador.  
Come media sono stati ammazzati tre attivisti la settimana, con un totale di 185 in un anno, ha riferito  Testigo Global, un’organizzazione senza scopo di lucro che si dedica a calcolare queste statistiche.
La relazione intitolata “Su un terreno pericoloso”, riferisce che la quantità di attivisti assassinati l’anno scorso è allarmante, perchè significa il 60% d’ aumento di questi  crimini  rispetto all’anno precedente.
Nel caso del Honduras il cado più noto è stato l’assassinio - nel mese di marzo scorso-  di Berta Cáceres. Alcune settimane più tadi è stato ucciso  Nelson García, che come la Cáceres era attivista del Copinh. ( Traduzione GM – Granma Int.)