
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha chiamato ieri, martedì 28, le autorità d’Israele a porre fine al blocco a cui dal 2007 sono sottoposti gli abitanti della Striscia di Gaza.
Durante una visita in questo territorio costiero palestinese, che ha raggiunto da Israele, Ban ha definito l’assedio imposto da Tel Aviv contro la popolazione di questa zona come un castigo collettivo.
Il Segretario Generale della ONU ha detto che il blocco a Gaza asfissia i suoi residenti, distrugge la loro economia, è una penitenza che impedisce le operazioni di ricostruzione dei danni ingenti provocati dagli attacchi di Israele nell’estate del 2014, ha sostenuto Ban in una conferenza stampa.
“Questa situazione, ha commentato, ha condotto al 50% di disoccupazione tra i giovani palestinesi, tra le altre limitazioni e non deve proseguire, perchè al contrario genererà un sentimento collettivo di frustrazione che si potrà scatenare in una scalata di azioni violente.
Nella sua quarta visita alla Striscia in dieci anni di gestione, il diplomatico ha dichiarato ai giornalisti che era profondamente impressionato dall resistenza degli abitanti di fronte ai grandi ostacoli tra i quali il blocco imposto da Israele nell’ultimo decennio e lo ha definito “un castigo collettivo”.
“Dobbiamo parlare apertamente delle inaccettabili difficoltà che il popolo di Gaza affronta, dell’umiliazione e dell’occupazione, e del blocco così come della divisione esistente tra la Striscia e la Cisgiordania occupata”, ha assicurato il Segretario Generale.
Nel suo intervento Ban ha esortato i leaders della Palestina a lavorare con l’obiettivo di un governo unificato nel programma politico dell’ Organizzazione (OLP).
Durante la sua visita alla Striscia, Ban Ki-moon non ha incontrato membri del governo locale o del movimento palestinese Hamas. (TraduzioneGM - Granma Int.)





