ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Il XXXIV Congresso dell’Associazione degli Studi Latinoamericani (LASA) ha concesso a Josefina Vidal Ferreiro, direttrice generale degli Stati Uniti della Cancelleria cubana, il Premio di questa organizzazione.

Josefina Vidal Ferreiro ha ricevuto a Nuova York il Premio LASA per il suo contributo al nuovo scenario delle relazioni tra Cuba e gli USA, ha informato il telegionale cubano.

La diplomatica ricevendo il premio ha detto che lo estendeva al popolo cubano e ai leaders della Rivoluzione che hanno saputo condurre con intelligenza e in maniera sicura il processo di dialogo con il paese del nord.

Josefina Vidal ha ricordato la generazione di diplomatici che l’ha preceduta e che hanno lavorato instancabilmente per un’intesa tra i due paesi, ed ha elogiato la resistenza e la dignità del popolo di Cuba, fattori fondamentali nel divenire della storia nazionale.

Intervenendo nella seconda sessione del Congresso della LASA, ha reiterato la volontà dell’Isola di fomentare migliori relazioni con gli Stati Uniti, uno scenario che ha assicurato passa per cambi che supereranno la tradizionale ostilità di Washington tradotta in politiche come il blocco e i programmi sovversivi.

“Posso assicurare che continueremo a lavorare intensamente come abbiamo fatto sin’ora per avanzare nel miglioramento dei vincoli bilaterali, nonostante le differenze esistenti”, ha segnalato ancora la direttrice generale per gli USA del Minrex.

Nel forum di quattro giorni iniziato venerdì 27, l’alta funzionaria ha passato in rivista le conquiste e le sfide nelle relazioni dal 17 dicembre del 2014, quando i presidenti Raúl Castro e Barack Obama annunciarono la decisione di cercare la normalità dei vincoli, ha informato Prensa Latina.

In accordo con la Vidal: “I vincoli si trovano in un momento di transizione nel quale coesistono tuttavia le stragrande maggioranza delle politiche del passato e un’interazione bilaterale senza precedenti, nella quale stiamo cercando di creare le fondamenta di quella che potrebbe essere una relazione di nuovo tipo”.

Josefina Vidal ha ricordato, parlando a decine di accademici, intellettuali e studiosi dell’America Latina e dello scenario cubano - statunitense ed ha ricordato la piena vigenza del blocco economico, commerciale e finanziario imposto da Washington da più di mezzo secolo e l’occupazione del territorio nella Base Navale di Guantánamo. Ha poi citato la politica preferenziale migratoria per i cittadini cubani, i programmi indirizzati a promuovere cambi interni e le illegali trasmissioni radiofoniche e televisive.

Ha anche segnalato la cancellazione di Cuba dall’elenco dei paesi patrocinatori di terrorismo, la ripresa delle relazioni diplomatiche, la riapertura delle ambasciate a L’Avana e a Washington DC, le visite ad alto livello, la firma di accordi di cooperazione nei settori d’interesse reciproco e le tre importanti riunioni di Raúl Castro e Barack Obama, oltre al viaggio del mandatario nordamericano a Cuba nel marzo scorso, considerato un impulso al processo di avvicinamento.

Per la dirigente della cancelleria si tratta di passi avanti nelle aree della cooperazione e della politica diplomatica, frutti di conversazioni professionali basate nell’uguaglianza e la reciprocità.

“Abbiamo avuto dei primi risultati nel settore economico - commerciale che, senza dubbio, non sono ancora della stessa importanza di quelli segnalati”, ha avvertito parlando nella seconda giornata del XXXIV Congresso della LASA.

I risultati non sono molto significativi per via della piena applicazione del blocco, un complesso intricato di leggi e misure che impongono a Cuba restrizioni alle esportazioni e alle importazioni e proibiscono quasi totalmente gli investimenti nordamericani nell’Isola.

La funzionaria ha citato i quattro pacchetti di azioni esecutive stabiliti da Obama per modificare l’implementazione di alcuni aspetti dell’assedio economico commerciale e finanziario che però risultano insufficienti per favorire la crescita dei vincoli commerciali, tra gli altri temi, perchè non è stato possibile rendere normale un’essenziale relazione bancaria.

“Quello che è stato realizzato non è irrilevante, ma dobbiamo fare molto di più per avanzare verso la normalità. Si tratta dei primi passi di quello che in futuro potrebbe essere una nuova tappa delle relazioni tra Cuba e gli USA”, ha affermato ancora nel congresso della LASA che ha celebrato i suoi 50 anni d’esistenza.

Per Josefina Vidal, la decisione presa da L’Avana e da Washington è la più corretta, perchè è quella per cui hanno lottato molte persone nei due paesi, per decenni.

“Il cammino che abbiamo intrapreso non ha retrocessione, anche se non posso assicurare che d’ora in avanti si seguirà una linea retta partendo dagli ostacoli e dai problemi di fondo che dobbiamo risolvere”.

“L’importante comunque è aver cominciato a cercare una relazione civile” ha stimato ancora. ( Traduzione GM - Granma Int.)