ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

La Unicef ha espresso la sua preoccupazione per la quantità di minorenni palestinesi detenuti da Israele, il totale più alto degli ultimi sette anni.
Negli ultimi tre mesi del 2015 “15 bambini e tra loro cinque ragazzine, sono morti e 1300 sono stati feriti nello Stato della Palestina”, indica la relazione che continua, “ventitrè bambini, 19 maschi e 5 femmine, sono morti in Cisgiordania, a Gerusalemme est e nella Striscia di Gaza” ha indicato l’Agenzia della ONU per l’infanzia nel rapporto sull’ultimo trimestre del 2015.
Nello stesso periodo tre ragazzi israeliani sono stati feriti vicino alle colonie in Cisgiordania a Gerusalemme ovest, in Israele, aggiunge il testo.
L’agenzia ha segnalato una forte inquietudine per l’uso eccessivo della forza soprattutto nel caso dei bambini palestinesi uccisi dalle forze di sicurezza israeliane  per aver attaccato o sospettato d’aver attaccato con un coltello.
L’organizzazione della ONU ha denunciato inoltre che non  si aprono processi giudiziari contro i responsabili di morti dubbie.
Unicef ha citato il caso di una giovane di 17 anni morta per quattro pallottole sparate dopo il suo fermo in un punto  di blocco dell’esercito vicino a Hebrón, nel sud della Cisgiordania.
"Le autorità israeliane affermano che ha tentato di pugnalare un poliziotto, ma un testimone ha detto che non rappresentava nessun pericolo e quando è stata colpita non aveva coltelli”, sostiene il rapporto.
Alla fine del 2015,  422 minori di tra 12 e 17 anni tra i quali otto ragazze erano detenuti in edifici militari: si tratta del numero più elevato dal marzo del 2009, indica ancora il rapporto dell’agenzia della ONU. (Traduzione GM - Granma Int.)