I brasiliani manifestano a favore di Dilma Rousseff › Esteri › Granma - Organo ufficiale del PCC
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Manifestanti contro il Colpo in Brasile. Photo: Brasil de Fato

Brasilia – Centinaia di persone hanno manifestato ieri, domenica 15, a favore della presidente sospesa  Dilma Rousseff, ed hanno gridato parole d’ordine contro il nuovo governo interino.  
La protesta, convocata dal Partito dei Lavoratori  (PT), è stata totalmente pacifica ed è stata realizzata nella detta Piazza dei Tre Poteri della capitale del Brasile davanti al Palazzo di Planalto, il Parlamento e il Supremo Tribunale Federale (STF).
Con il lemma “Fuera Temer”,   i manifestanti hanno bloccato il traffico di un viale sotto gli occhi della polizia, tutti vestiti di rosso, con bandiere e cartelloni contro l’esecutivo di Temer.
Inoltre hanno gridato slogans a favore di Dilma Roussef, sospesa dal potere lo scorso 12 maggio dopo l’apertura di un processo politico nel Senato.
“È un sentimento molto difficile da definire, perchè  è tristezza, ribellione e impotenza”, ha spiegato a Notimex una delle manifestanti, Susana Braine, membro del PT.
“La democrazia, conquistata duramente,  oggi è oggetto di risa all’estero. Il colpo è stato eseguito da banditi che non rappresentano il popolo brasiliano, ma che stavano  nel luogo adeguato e nel momento adeguato”, ha segnalato, riferendosi ai congressisti che hanno votato a favore del impeachment.
“Ora quello che dobbiamo fare è lottare in tutto quello che possiamo  nel giudiziario, mobilitare il popolo nelle estrade e per i sei mesi del governo di Temer, non lasciarlo governare”, ha detto Félix Valente.
“In sei mesi può cambiare molto la congiuntura del Brasile. Quando il popolo comincerà a sentire le misure impopolari nei prossimi mesi, sarà terribile”, ha detto un uomo di 70 anni riferendosi ai piani d’aggiustamento fiscale del nuovo esecutivo che ha annunciato  che riformerà il sistema delle pensioni e dei diritti del lavoro.
Il governo di Temer,  che ha presentato il suo esecutivo la scorsa settimana, ha ricevuto le prime critiche dal PT ora all’opposizione, ma anche da organizzazioni che avevano appoggiato il impeachment di Rousseff, come l’Ordine degli Avvocati del Brasile (OAB), che rappresenta i giuristi del paese.
Il presidente dell’istituzione, Claudio Lamachia, ha condannato vari dei ministri di Temer, tra i quali i titolari di Pianificazione, Turismo e della segreteria di Governo, che sono investigati o citati per confessioni dalla polizia come imputati nell’operazione Lava Jato.
“La designazione degli investigati è contraria ai desideri della società e non dovrebbe avvenire”, ha segnalato la OAB in una nota.
Il quotidiano O Estado de São Paulo ha pubblicato ieri, domenica 15, che almeno  12 dei ministri del nuovo esecutivo hanno ricevuto fondi per la loro campagna elettorale da imprese della costruzione coinvolte nella trama di deviazione  di fondi multi milionari della statale Petrobras.  (Traduzione GM - Granma int.)