
TEGUCIGALPA.— Il quotidiano dell’Honduras El heraldo ha informato che due mesi dopo l’assassinio di Berta Cáceres, l’autore materiale del crimine ha confessato alle autorità del governo che è stato lui a sparare alla leader indigena.
Il presunto criminale, identificato come Edilson Duarte, di 25 anni, è stato catturato in un operativo dagli agenti dell’Agenzia Tecnica d’Investigazione Criminale (ATIC) dell’Honduras assieme ad altri tre sospettati.
“Tra i detenuti c’è la persona che ha sparato contro Berta Cáceres”, ha affermato il direttore della ATIC, Ricardo Castro.
La dichiarazione del giovane che non è un militare, sarà utilizzata nell’udienza iniziale per confermare le accuse che ha realizzato la Procura, in base al lavoro della ATIC per chiarire l’assassinio della Cáceres.
L’investigazione rivela che il gerente dell’impresa Desarrollos Energéticos S. A. (Desa), Sergio Rodríguez, aveva assunto i servizi del maggior delle Forze Armate di Honduras, Mariano Díaz, per pianificare questa azione sanguinosa.
I due sono in arresto con il tenente ritirato dell’esercito ed ex capo della sicurezza della Desa, Douglas Bustillo, che aveva contattato Díaz su domanda del Rodríguez.
Una volta pianificato il fatto, si presume che l’ex tenente Bustillo avrebbe assunto il sicario Edilson Duarte, che secondo fonti extra ufficiali citate da Telesur, si dedica al sicariato da diverso tempo.
Sia Bustillo che Rodríguez erano stati oggetti di denunce della stessa Berta Cáceres per intimidazione e minacce in un’intervista concessa al giornalista svedese Dick Emanuelsson, nel 2013.
“Il padrone dell’impressa aveva offerto una mazzetta per me e per il Copinh” (Consiglio Civico dell’Organizzazione Popolare e Indigena dell’Honduras), aveva affermato la leader indigena.
“Siccome questo non funziona, allora vengono con accuse che già si conoscono e minacce di morte. Ho messaggi anche nel mio telefono del capo dell’impresa Desa, persino con minacce sessuali”, aveva aggiunto.
La motivazione gira attorno alla costruzione dell’idroelettrica Agua Zarca che la Desa sviluppava sul fiume Gualcarque, di fronte all’opposizione della popolazione locale guidata dalla Cáceres, ha informato Prensa Latina.
La coordinatrice del Copinh precedentemente era riuscita a frenare un progetto simile, finanziato dalla compagnia Sinohydro e dal Banco Mondiale, e per quello aveva ricevuto il Premio Goldman nel 2015 come riconoscimento alla sua
dedizione alla difesa della natura e dell’ambiente.
Per questo motivo i movimenti sociali di diverse parti del mondo esigono dal governo del Honduras di chiarire il brutale crimine contro l’attivista.
Il 3 marzo scorso, un giorno prima del 45º compleanno, nel dipartimento sud occidentale di Intibucá, due sicari sono entrati nella casa dell’attivista che difendeva il popolo Leuca e l’hanno uccisa sparandole diversi colpi.
Una settimana prima della sua morte, Berta Cáceres aveva denunciato l’assassinio di quattro indigeni di questa comunità. (Traduzione GM – Granma Int.)


