ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

La Paz - Il presidente Evo Morales aprirà qui, oggi, le cerimonie commemorative del Giorno del Mare, la tradizionale giornata in cui il Governo e il popolo rinforzano i reclami per recuperare l’accesso all’oceano Pacifico perso più di un secolo fa.

Evo arriverà in Piazza Abaroa, nel popoloso quartoere Sopocachi, nella tarda mattinata e dopo la rivista delle unità militari isserà la bandiera.

Simultaneamente il vicepresidente Álvaro García Linera e il comandante

in capo delle Forze Armate, Gonzalo Durán, eleveranno la wiphala

(bandiera quadrangolare di sette colori utilizzata da alcune etnie della

la cordigliera delle Ande) e stendardo della rivendicazione marittima.

Poi Morales accenderà la fiamma votiva e quindi si spareranno 24 salve d’artiglieria.

Evo offrirà una valutazione della domanda marittima contro il Cile presentata alla Corte Internazionale di Giustizia de l’Aia, con un messaggio al popolo boliviano e alla comunità internazionale.

Il capo dello Stato due giorni fa, in una conferenza stampa ha detto che un gruppo stava preparando un messaggio sul tema e che “il nostro più grande desiderio è che non ci siano vincitori né perdenti. Se qualcuno deve guadagnare sono il popolo cileno e il popolo boliviano”.

La Bolivia celebra ogni 23 marzo il Giorno del Mare che ricorda la perdita del dipartimento del Litorale in un’invasione e nella successiva guerra territoriale con il Cile nel 1879, quando il paese perse 120.000 chilometri quadrati di territorio e 400 chilometri di costa.

Nell’aprile del 2013, il governo boliviano ha presentato una denuncia per far sì che la CIG obblighi il Cile a negoziare in buona fede la domanda di un’uscita sul mare.

Il 24 settembre del 2015, la CIG ha stabilito con 14 voti a favore e due contrari d’essere l’ente competente per risolvere le differenze tra i due paesi rispetto al tema. ( Traduzion GM – Granma Int.)