
Bogotá - Il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, ha detto ieri mercoledì 9 marzo, che non firmerà un “cattivo accordo” con le FARC-EP solo per rispettare la data limite stabilita dalle parti, cioè il 23 marzo prossimo, ha informato il quotidiano El Tiempo.
La data stabilita per la firma della pace si è diluita per la complessità dei negoziati che sono entrati nella *retta finale* dopo più di tre anni d’avvicinamenti realizzati in Cuba.
Lo scorso 1º marzo il gruppo dei negoziatori di pace del governo, guidati da Humberto de La Calle, hanno raggiunto L’Avana per riannodare il giorno dopo il ciclo di conversazioni ritardato di vari giorni per una polemica visita in Colombia dei delegati della guerriglia.
I capi delle FARC hanno partecipato il 18 febbraio a una manifestazione pubblica nel villaggio di Conejo, nel dipartimento di La Guajira (a nord ), e questo ha provocato la disapprovazione del governo e della società colombiana, aprendo una crisi risolta con la mediazione dei paesi garanti, Cuba e la Norvegia.
Le parti devono affrontare temi come il cessate il fuoco bilaterale e definitivo, l’abbandono delle armi da parte della guerriglia, l’implementazione, la verifica e l’approvazione degli accordi di pace.
Il 23 settembre dell’anno scorso, Santos e il capo delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo, Rodrigo Londoño, alias Timochenko, avevano annunciato a L’Avana la data ultima per giungere ad un accordo che ponga fine a cinque decenni di conflitto armato in Colombia. ( Traduzione GM – Granma Int.)


