ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Ginevra - Pedro Núñez, direttore generale dei Temi Multilaterali e il Diritto Internazionale del Ministero cubano delle Relazioni Estere, ha detto che l’Isola rinforza il suo impegno con una genuina cooperazione internazionale, sostenuta dall’indivisibilità dei diritti umani, la non selezione e la non politicizzazione.

Paesi poderosi presentano la loro visione della democrazia e della governabilità come l’unica valida, e cercano di darle una portata apparentemente universale, quando in realtà si tratta di un monopolio della pratica di una sola parte dell’umanità, ha segnalato.

Intervenendo nel segmento di alto livello del 310º periodo ordinario di sessioni del Consiglio dei Diritti Umani,ha segnalato che inoltre si elaborano liste selettive di paesi che non sono affini ai poderosi: “Come hanno fatto oggi gli Stati Uniti, per criticarli per presunte violazioni dei diritti umani, dimenticando la discriminazione razziale, la violenza della polizia, il maltrattamento degli immigranti o la tortura dei detenuti”, ha indicato.

Il dirigente ha puntualizzato che tutto questo avviene nel centro di detenzione che Washington mantiene nel territorio illegalmente occupato a Guantánamo (nell’oriente di Cuba) e nel suo stesso territorio.

“La tendenza di vedere con messe a fuoco punitive le questioni dei diritti umani si rinforza e si fa sempre più pericolosa”, ha sostenuto.

“In contrasto con il desolato panorama internazionale, in alcune regioni si sono consolidati gli sforzi per creare un ambiente di pace” ha ricordato.

A questo proposito, Nuñez ha sottolineato che un esempio imprescindibile è stata la decisione storica dei leaders dell America Latina e dei Caraibi realizzata a L’Avana nel 2014, di proclamare la regione come Zona di Pace.

In questo contesto ha aggiunto: “Speriamo di dare presto il benvenuto ad un accordo di pace che ponga fine al conflitto in Colombia”.

Poi ha confermato l’appoggio alla Repubblica Bolivariana del Venezuela, il cui governo e popolo meritano la più ampia solidarietà internazionale nella lotta contro le azioni di destabilizzazione fomentate e sostenute dall’estero.

Nuñez ha ricordato che il governo degli Stati Uniti ha riconosciuto non solo il fallimento del blocco economico, commerciale e finanziario come politica contro Cuba, ma anche il suo impatto negativo nell’esercizio dei diritti umani del popolo cubano.

“È di particolare importanza che si proceda senza ritardi ad eliminare, da parte degli Stati uniti, il blocco che il mio paese soffre da più di cinque decenni e che è la principale violazione dei diritti umani di tutti i cubani”.

Poi ha detto che l’Isola spera d’essere rieletta nell’autunno di quest’anno nel Consiglio dei Diritti Umani, un organo la cui creazione compie quest’anno dieci anni.

Il dirigente cubano ha reiterato l’appoggio del suo paese alla causa del popolo palestinese ed ha condannato le sanzioni unilaterali contro la Russia, ha riaffermato il diritto del popolo della Siria d’incontrare un’uscita degna per i suoi problemi senza ingerenze esterne e preservando la sua sovranità e l’integriatà territoriale. (Traduzione GM – Granma Int.)