Washington - Le forze armate degli Stati Uniti avevano, alla fine del 2015, come ha informato Prensa Latina, più di 200.000 militari spiegati in un centinaio di paesi di tutti i continenti, in accordo con i rapporti del Dipartimento della Difesa.
9.800 rimangono in Afganistan, e circa 3.500 in Iraq e Siria con il pretesto di combattere lo Stato Islamico (EI).
La maggioranza di questi ultimi sono della 82ª Divisione Aereo Trasportata, riporta Prensa Latina.
La Marina mantiene spiegate circa 40 navi, e la più grande è la USS Harry S. Truman, con 5.000 marinai e ufficiali a bordo.
Queste imbarcazioni su uniscono alla campagna aerea iniziata da Washington e dai sia suoi alleati nell’agosto del 2014 e sono presenti in Siria dal settembre dello stesso anno, opzione definita illegale dalle autorità di Damasco.
In questa zona del levante opera anche un gruppo anfibio di fanteria marina, con capacità per copmiere missioni offensive di sbarco, guidato dalla nave USS Kearsarge, con 5.000 marinai a bordo.
In Asia Pacifico ci sono 50.000 militari in Giappone e altri 28.500 in Corea del Sud. Ancora circa 1.000 en Australia e a Singapore.
Secondo il Pentagono, più di 64 .000 militari statunitensi stazionano in Europa, in basi militari situate in Germania, Spagna e nella repubbliche ex sovietiche del Baltico. Altri 3000 sono in Turchia.
In questi ultimi due anni, Washington ha incrementato le sue attività belliche nel continente europeo, con azioni denunciate dalla Russia come una minaccia ai suoi interessi.
Nel centro e in sudamerica ci sono almeno 5500 militari del paese del nord e nell’ area dei Caraibi il Pentagono mantiene una presenza navale permanente. (Traduzione GM - Granma Int.)





