ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
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Barak Obama, Presidente degli Stati Uniti e sua moglie Michelle, hanno partecipato ad un servizio d’azione comunitaria a Washington, in omaggio a Martin Luther King, simbolo della lotta nonviolenta contro la discriminazione razziale.

In tutta la nazione, gli statunitensi hanno realizzato azioni di ricordo come parte del giorno nazionale festivo che si ricorda ogni terzo lunedì di gennaio, quando si rende omaggio ad una del figure fondamentali del movimento per i diritti civili nei decenni del1959 e 1960, ha informato Prensa Latina.
Dal 1986, il Giorno di Martin Luther King Jr. (in inglese Martin Luther King, Jr. Day) è festivo ed è stata scelta la data della sua nascita, il 15 gennaio del 1929 ad Atlanta, in Georgia.

Obama, che è il primo presidente afrostatunitense, ha esortato tutti i cittadini a marciare un poco più vicino alla nazione che Luther King sognava".
Nel 2013, il presidente aveva pronunciato il discorso principale durante la cerimonia per il 50º anniversario della storica marcia per l’uguaglianza dei diritti civili, nel 1963, e del discorso “Io ho un sogno” (I have a dream), di Luther King. Quell’evento aveva mobilitato più di 250.000 persone sino al monumento a Lincoln, in Washington DC.
“Le sue parole appartengono alla storia, hanno una virtù profetica e un potere infinito nel nostro tempo”, aveva detto allora Obama, assicurando che Martin Luther King ha dato una poderosa voce alla speranza di milioni in difesa dei diritti civili.

MLK era un pastore della Chiesa Battista ed aveva sviluppato un lavoro cruciale non solo per i diritti civili, era anche un attivista in numerose proteste contro la guerra in Vietnam e la povertà in generale.

Per la sua lotta contro la segregazione e la discriminazione razziale con metodi non violenti, aveva ricevuto il Premio Nobel della Pace nel 1964.

Quattro anni dopo, il 4 aprile del 1968, Martin Luther King fu ammazzato a Memphis, mentre si preparava a guidare una manifestazione.
A quasi mezzo secolo dello storico discorso “I have a dream”, il 28 agosto del 1963, otto su dieci statunitensi considerano che non e ancora stato realizzato il sogno di cui aveva parlato invocando una nazione libera dalla differenze per il colore della pelle.

Le sparatorie contro gli afroamericani effettuate dagli agenti di polizia bianchi in varie città degli Stati Uniti negli ultimi 18 mesi hanno suscitato molte proteste in tutto il paese.

I media della comunicazione indicano che la polizia ha ucciso nel 2015, almeno 1152 persone, in maggioranza di pelle scura, e che l’importante movimento Black Lives Matter (Le vite dei negri importano) è una conseguenza di questo fenomeno. (Traduzione GM – Granma Int.)