OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

In occasione del 40° anniversario della nascita del Circolo Italia-Cuba di Bologna (avvenuta nell’autunno 1976) il compagno Gianfranco Ginestri (attualmente direttore responsabile della rivista “El-Moncada” della Associazione Nazionale Italia-Cuba) racconta qui il suo primo viaggio politico-culturale a Cuba, avvenuto 40 anni fa, nella primavera 1976, al ritorno dal quale, assieme ai membri del “Canzoniere delle Lame”, fondò il Circolo Italia-Cuba di Bologna (adesso integrato nel Circolo di Parma).

“Attualmente sono un pensionato ultrasettantenne che passa il suo tempo scrivendo e aggiornando guide turistiche intitolate “Cuba” per Ulysse Mozzi editore milanese. Ma nel secolo scorso svolgevo la professione di addetto-stampa presso l’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna, e nei fine settimana (e durante le ferie) facevo l’organizzatore e il cantante nell’allora celeberrimo gruppo politico-musicale “Canzoniere delle Lame”, composto da giovani lavoratori e universitari bolognesi.

Tutto cominciò quando i giornalisti e i tipografi dell’Unità di Milano ci invitarono a cantare nel loro cortile di Viale Fulvio Testi alla loro Festa del Primo Maggio 1976. Fu lì che, nell’allegro stand del Circolo Lombardia-Cuba, conoscemmo i compagni Arnaldo Cambiaghi e Gualtiero Mennoni (fondatori dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba) che ci invitarono a partecipare (anche con strumenti musicali e impianti di voci-luci) ad un loro viaggio a Cuba in programma poche settimane dopo, per il 30° anniversario della nascita della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza   (e per il 50° compleanno di Fidel, e il 20° anniversario dello sbarco del Granma).

Naturalmente accettammo con grande entusiasmo e, tornati a Bologna, facemmo prove ad oltranza per preparare un recital degno di tale viaggio. E così demmo vita ad un bello spettacolo musicale di due ore (dal titolo “Italia Canta”) che raccontava, con canzoni e diapositive, cento anni di storia sociale italiana: dall’Unità d’Italia fino ai canti politici dei primi anni 70 (con presentazioni in spagnolo, anzi in “itagnolo”).

La tournèe di alcune settimane, promossa dal duo milanese Cambiaghi-Mennoni (ma soprattutto dal modenese Vando Martinelli, allora direttore dell’Italturist dell’Avana, che attualmente vive a Cuba come giornalista turistico) dal vivo nel Teatro della Biblioteca Nacional, situato a due passi dalla famosa Plaza de la Revolucion, con tuttiebbe grande successo di pubblico e di critica, grazie al fatto che la televisione cubana registrò subito il nostro primo spettacolo i compagni italiani plaudenti in sala, tra cui il comandante partigiano e dirigente ANPI Giovanni Pesce.  

La registrazione televisiva venne mandata in onda integralmente la sera successiva, per due ore, senza nemmeno un taglio. E in tale occasione avemmo modo di constatare la bravura e l’originalità della regia televisiva cubana, che seppe evidenziare volti, strumenti, canzoni (e diapositive, tra cui quelle delle manifestazioni sessantottine italiane, ove si notavano studenti e operai coi poster di Che Guevara).  

E fu così che il mattino dopo ricevemmo una inaspettata e graditissima visita nell’Hotel Nacional dove noi tutti alloggiavamo. Ci venne a salutare il babbo del Che, il vecchio ingegnere Ernesto Guevara Lynch, che ci abbracciò, ringraziandoci, commosso, per avere ricordato il suo eroico figlio nelle nostre canzoni e diapositive; mentre noi eravamo ancora più commossi di lui, singhiozzanti ed emozionati. Poi la nostra tounèe proseguì in vari luoghi dell’isola, tra cui una scuola, una fabbrica, un ospedale, una cooperativa agricola, un teatro campesino, uno studio radiofonico e uno studio televisivo, assieme a tutti i famosissimi cantautori cubani della Nueva Trova che avevamo conosciuto tre anni prima alla Tv di Berlino Est.   (E andammo anche a casa dell’allora corrispondente dell’Unità: Giorgio Oldrini).

L’ultimo spettacolo si tenne a Varadero, dove il trio Cambiaghi-Mennoni-Martinelli organizzò la Prima Festa dell’Unità a Cuba, con piadine romagnole, stand del libro, cabaret comico, comizio politico, balli, risate, e logicamente sottoscrizioni Pro-Unità. Inutile dire che tutti noi del “Canzoniere delle Lame” a Cuba ci ammalammo di “cubanite acuta”.

Così quando tornammo in Italia creammo il Circolo Italia-Cuba di Bologna nell’autunno 1976, con Arnaldo Cambiaghi padrino alla sua inaugurazione.

E adesso, a 40 anni da allora, (grazie alla scrittrice Katia Sassoni e al cantastorie Salvatore Panu), a Bologna abbiamo realizzato uno spettacolo dal titolo “Cuba-Libre” per ricordare il piccolo-grande “Cambiaghino”.

çQuesto recital è già stato presentato in tutta Italia e pure a Parigi, e forse andrà anche a Bayamo de Cuba in occasione del 60° anniversario dello “Sbarco degli 82 del Granma” al quale partecipò ilpartigiano veneziano Gino Donè assieme a Fidel, Raul, Camilo, Che, e ad altri 77 “rebeldes”. ( Da El Moncada rivista di Italia Cuba).