Più di duemila dipendenti del Senato argentino sono restati senza lavoro lunedì 4 gennaio, per un decreto annunciato dalla vice presidente Gabriela Michetti, titolare di questa casa legislativa.
Lo stesso lunedì il delegato dei lavoratori del Centro Culturale Kirchner, Hernán Granovsky, ha denunciato in una dichiarazione a Radio América che gli hanno impedito d’entrare in questa istituzione,e l’acceso è stato permesso solo al personale addetto alla manutenzione e ai responsabili delle Risorse Umane.
" Poi ci ha ricevuto una persona delle Risorse Umane, che ha spiegato che i nostri contratti erano scaduti e una volta definito il tema ci avrebbero chiamato”, ha spiegato, aggiungendo che: “Lo abbiamo preso come un licenziamento”.
Per ciò che riguarda i licenziamenti nel Senato, la stessa vice presidente ha annunciato in Twitter la sua decisione d’eliminare 2.035 contratti, sostenendo che sono stati firmati durante la gestione precedente di Amado Boudou, che secondo il portale informativo El Destape ha tiene un marcato peso politico.
Gabriela Michetti ha detto che questi contratti aumentano del 146% il collettivo dei lavoratori del Senato e significheranno una diminuzione del 80% cioè 570 milioni di pesos, quasi 43 milioni di dollari nel bilancio dei salari del Senato.
Si tratta di dipendenti ch sono entrati nella Camera Alta tra gennaio e novembre del 2015. La presidente del Senato ha anche disposto che si controllino le 2.317 revisioni di categoria ordinate da Boudou prima di lasciare l’incarico.
Il quotidiano Tiempo Argentino rivela che un rapporto inviato ai ministeri, per il settore Modernizzazione, dettaglia un piano per rilevare la totalità degli incarichi statali come primo passo per decidere i licenziamenti, rescindere i contratti a tempo e impugnare i concorsi.
Il dato conferma che solo al suo inizio l’amministrazione nazionale si prepara a sospendere, rescindere o impugnare più di 13.000 posti di lavoro pubblici, in uno scenario che anticipa i conflitti in tutto il paese, avverte il quotidiano.
Titolare del fiammante Ministero di Modernizzazione c’è Andrés Ibarra, che ha ridisegnato tutto l’organigramma del Potere Esecutivo per permettere al suo capo di designare ministri senza dover far approvare una legge nel Congresso, per riformulare la sua struttura, ha segnalato Tiempo Argentino.
Il detto "Foglio di rotta dell’impiego pubblico” prevede un piano di rilevamento e controllo di tutti i dipendenti statali, con il fine d’identificarli, conoscere le loro funzioni e il loro operato e soprattutto apportare tre dati centrali: quanti sono, come sono stati assunti e a che sindacato e a che partito appartengono.
L’Associazione dei Lavoratori dello Stato aveva convocato per martedì scorso uno sciopero nazionale che, se ha avuto successo a Buenos Aires, non ha avuto presa totalmente nel paese per via delle divisioni e delle lotte intestine tra i segmenti che formano questa Federazione sindacale.(Traduzione GM – Granma Int.)





