ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Buenos Aires – Varie organizzazioni politiche, sociali e sindacali hanno convocato per oggi, giovedì 17, manifestazioni di protesta contro la politica d’imposizione dei decreti del governo di Mauricio Macri, precisamente nel giorno in cui questo compie una settimana di gestione.

A queste critiche si sommerà un’altra protesta contro gli aggiustamenti cambiari annunciati dal Ministro al Patrimonio, Alfonso Prat Gay, che implicano la liberazione del mercato monetario, con l’eliminazione delle regole che controllano il tasso di cambio della moneta nazionale di fronte al dollaro.

Togliere il ceppo al dollaro, chiedeva l’opposizione che ora governa, e questo ora significherà svalutare fortemente il peso argentino dal 40% al 50%, con il conseguente calo delle entrate e dei risparmi familiari.

Il gruppo giovanile “La Cámpora”, guidato da Máximo Kirchner, figlio degli ex presidenti Néstor e Cristina Fernández, ha convocato attraverso le reti sociali a una mobilitazione verso Plaza de los Dos Congresos nella prima marcia contro la novella gestione macrista.

Si sono sommati il Movimento Evita, il Partito Nuevo Encuentro e il Partito Comunista dell’Argentina, così come altre organizzazioni.

La deputata Mayra Mendoza, del Tavolo di Consultazione nazionale di La Cámpora, ha esortato attraverso il suo spazio di Twitter “ad andare a difendere i valori della nostra democrazia per la libertà d’espressione e per la divisione dei poteri”.

“I manifestanti, ha detto il deputato Leo Grosso,del Movimento Evita”, impugneranno il decreto imposto da Macri per designare due giudici per completare la Corte Suprema di Giustizia, evadendo le norme istituzionali ch impongono di presentare le proposte al Senato, che le deve approvare con il voto di due parti su tre.

Ugualmente si protesterà contro l’intenzione di Macri di modificare la Legge dei Media, una norma emblematica dei mandati di Cristina Fernández che garantisce un bilancio democratico nella comunicazione e l’informazione.

Contro questo decreto protesterà anche il Sindacato della Stanpa che ha convocato i suoi iscritti a riunirsi davanti al Congresso alle cinque del pomeriggio per respingere il tentativo d’ignorare la legislazione e per manifestare a difesa della Legge dei Servizi di Comunicazione Audiovisiva, com’è il suo nome ufficiale. ( Traduzione GM - Granma Int.)