ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Bogotá – I colombiani vittime dei fatti di Bojayá, hanno definito commovente la richiesta di perdono realizzata dai guerriglieri delle FARC-EP, che hanno ammesso la loro responsabilità per quel tragico episodio che costò 79 morti.

Si tratta di un primo passo verso la riconciliazione nazionale e la costruzione di fiducia attorno al processo di pace, ha assicurato un portavoce di questa comunità chocoana, molto colpita dal conflitto interno.

In una cerimonia intima, senza la presenza della stampa, i membri delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia-Esercito del Popolo (FARC-EP), hanno chiesto scusa per i tragici fatti del 2002, che coinvolsero gli abitanti di Bojayá, tra quali orfani, vedove e altre persone.

Nel mezzo di un combattimento contro i paramilitari, un cilindro bomba lanciato dalle truppe ribelli cadde accidentalmente sula chiesa di Bellavista,provocando la morte delle famiglie lì riunite.

In una dichiarazione diffusa lunedì 7, le vittime hanno chiesto la creazione di una commissione di alto livello, formata dal Ministero degli Interni, per realizzare una serie di richieste tra le quali l’identificazione e la consegna dei resti dei morti.

Inoltre è stata chiesta l’assistenza medica per le 100 persone che furono ferite e le condizioni per il loro totale recupero, la costruzione di un Pantheon e di una Casa della Memoria.

Durante la cerimonia in Bojayá, Chocó, l’ Alto Commissario per la Pace della Colombia, Sergio Jaramillo, ha assicurato che lo Stato dovrà riconoscere ugualmente la sua colpevolezza per i fatti, per azioni o per omissione, come i gruppi dei paramilitari.

Vari testimoni riconrdano che in quella notte i paramilitari che combattevano contro i guerriglieri usarono la Chiesa come scudo umano e non hanno dimenticato che furono molte le richieste inviate alle forze pubbliche e a diverse entità statali per evitare la tragedia, ma che non ci furono risposte, ha commentato il portale digitale del giornale El Espectador.

Lo scorso 3 settembre la Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha confermato la condanna alla nazione per il massacro di Bojayá, e la sentenza ha chiesto d’investigare la responsabilità del comando delle FARC-EP, del para militarismo, del presidente Andrés Pastrana e della catena di comando delle Forze Militari.

“Questo non avrebbe mai dovuto accadere”, ha insistito il comandante guerrigliero Pastor Alape parlando agli abitanti di Bojayá.

Dal 2012 i rappresentanti del Governo e delle FARC-EP s’incontrano in Cuba per cercare in accordo una soluzione al conflito che dura da mezzo secolo ed ha provocato la morte di circa 300.000 persone. (Traduzione GM - Granma Int.)