ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Reuters

Il conflitto e la violenza estremista hanno provocato in Iraq, nel mese di novembre, 888 morti e 1237 feriti, ha riportato la Missione d’Assistenza delle Nazioni Unite in questo paese (Unami).

Secondo le forze di pace spiegate dal 2003, 500 civili sono morti in questo tormentato Stato del Medio Oriente, mentre 869 sono stati feriti, ha informato l’agenzia Prensa Latina.

"Il popolo iracheno continua a soffrire per questo orrendo ciclo di violenza che colpisce tutti i settori del paese”, ha lamentato il rappresentante speciale della ONU, Jan Kubis, a proposito del nuovo rapporto mensile sull’impatto delle ostilità e del terrorismo.

In accordo con il diplomatico, tanti morti e tanti scontri provocano molte proteste.

Dal 2033, quando avvennero l’invasione e l’occupazione degli Stati Uniti e dei loro alleati, la nazione produttrice di petrolio, vive sottomessa in una mancanza di stabilità, con uno scenario aggravato nel 2014 dall’offensiva dello Stato Islamico ISIS, un gruppo fondamentalista impegnato a porre un califfato nella regione.

Le cifre della Unami riflettono che la capitale, Baghdad, è stata la più colpita dalla violenza, seguita dai governatorati di Ninive, Kirkuk, Salahadin e Diyala.

I dati delle vittime di novembre non includono Al Anbar, territorio bastione del ISIS, che impedisce il conteggio dei morti e dei feriti nell’occidentale provincia. ( Traduzione GM - Granma Int.)