I coordinatori nazionali dei 33 paesi che formano la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) svolgono a Quito una riunione di due giorni per valutare il lavoro realizzato e preparare il prossimo Vertice del blocco regionale.
“Siamo coscienti d’essere una regione che ricerca molti obiettivi comuni, ma siamo caratterizzati dalle nostre diversità”, ha assicurato il vice ministro degli Esteri dell’Ecuador, Xavier Lasso, dando il benvenuto ai partecipanti.
Lasso, il cui governo occupa la presidenza pro tempore della CELAC, ha anticipato che uno degli obiettivi è avanzare nel trattamento dell’agenda di lavoro, in vista del IV Vertice dell’organismo integrazionista previsto a Quito alla fine del gennaio prossimo.
Il funzionario ecuadoriano ha sottolineato le relazioni CELAC-Cina come uno dei passi che hanno contribuito al rafforzamento della regione ed ha considerato che il gruppo deve continuare a lavorare per ampliare le relazioni extraregionali.
“Dobbiamo consolidare una visione strategica per l’inserimento internazionale della CELAC, partendo dall’identificazione degli interessi regionali, dall’analisi e dalla valutazione delle attuali relazioni con attori globali” ha affermato.
Ed ha poi segnalato che una delle aspirazioni della XV Riunione dei Coordinatori nazionali è adottar una posizione comune sulla forma e la portata della voce regionale nei forum internazionali.
Questo sarà sottoposto alla considarazione dei capi di Stato e di Governo nel prossimo Vertice.
“La CELAC è una grande opportunità, una speranza per avere i nostri spazi di negoziato, sviluppo e dialogo con le grandi potenze e le altre regioni”, ha segnalato.
In accordo con Lasso, come presidente pro tempore del gruppo, l’Ecuador crede che l’America Latina e i Caraibi devono rinforzare la loro integrazione e il loro ruolo nello scenario globale con una posizione politica molto forte nei Forum internazionali e di fronte ai conflitti globali.
Il vice ministro degli Esteri ecuadoriano ha detto anche che la detta Agenda 2020 promossa a Quito potrà aiutare ad accelerare la messa in marcia dell’Agenda 2030 della ONU per lo sviluppo sostenibile.
Lasso ha aggiunto che l’Agenda 2020 che mette a fuoco la riduzione dell’estrema povertà e le disuguaglianze, l’educazione, la scienza, la tecnologia e l’innovazione, il cambio climatico e le infrastrutture, può e deve diventare uno strumento per guidare gli obiettivi di sviluppo sostenibile della regione.
Per questo i coordinatori nazionali devono ottenere consensi regionali al disopra delle differenze.
Il viceministro delle Relazioni Estere di Cuba Abelardo Moreno, prima dell’inizio dell’incontro, ha assicurato la stampa che la riunione permetterà di fare un controllo reale e integrale dei quello che è stato fatto e di quello che abbiamo davanti a noi.
La CELAC, fondata nel febbraio del 2010, include tutti i paesi del
continente, eccetto Stati Uniti e Canada. (Traduzione GM- Granma Int.)





