L'ambasciatore della Palestina presso la ONU, Riyad Mansour, ha accusato Israele d’aver ucciso 50 persone e di averne ferite quasi 2000, durante la repressione delle ultime settimane nei territori occupati.
“La cifra di feriti corrisponde solo alle vittime delle munizioni sparate, perché molti altri palestinesi riportano lesioni e presentano problemi dovuti alle pallottole di gomma e ai gas lacrimogeni”, ha affermato il diplomatico in una dichiarazione ai giornalisti accreditati.
Le Nazioni Unite e la comunità internazionale hanno la responsabilità di fermare i crimini contro il paese arabo occupato, ha detto.
Mansour ha reiterato gli appelli delle autorità palestinesi agli organi delle Nazioni Unite e al suo Consiglio di Sicurezza, perchè proteggano i civili dalla repressione militare e dalle azioni violente dei coloni ebrei in Cisgiordania, includendo Gerusalemme Orientale.
“Il Consiglio deve trovare il modo di fermare l'aggressione, proteggere la vita degli innocenti, mettere fine alla prolungata occupazione e fomentare i negoziati di pace”, ha aggiunto.
“Se questo non avverrà, il Consiglio avrà fallito il suo obiettivo e non rispetterà le responsabilità delle sue stesse risoluzioni. L'occupazione e i crimini contro il popolo palestinese devono finire ed è urgente. Il Consiglio di Sicurezza e la comunità internazionale hanno un dovere da compiere”, ha segnalato Mansour a Prensa Latina.
“Il 70º anniversario della ONU, che si compirà il 24 ottobre,è una nuova opportunità per impegnarsi e trovare una soluzione a un conflitto che è presente nell’organizzazione sin dai suoi primi anni. (Traduzione GM – Granma Int.)





