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Il “Giorno della Razza” è quello che si ricordava nella maggioranza dei paesi detti ispanoamericani e le celebrazioni si realizzavano e si svolgono ancora il 12 ottobre, per commemorare l’avvistamento della terra fatto dal marinaio Rodrigo de Triana nel 1492, dopo una navigazione di circa due mesi al comando di Cristoforo Colombo, terra che poi verrà chiamata America.

Quel nome lo creò l’ex ministro spagnolo Faustino Rodríguez-San Pedro, Presidente dell’Unione Ispano -Americana, che nel 1913 pensò in una celebrazione che unisse la Spagna e l’America Latina, scegliendo come data il 12 ottobre.

Questo però adesso è cambiato e in molti paesi si celebra il Giorno della Resistenza Indigena, una data che ci ricorda la costanza dei popoli originari nella lotta per la loro dignità, per stare in piedi nonostante la politica di sterminio che portavano avanti i Conquistadores spagnoli per appropriarsi di tutte le ricchezze del continente.

Il nome di Giorno della resistenza indigena ha sostituito quello di Giorno dell’Incontro di due Culture, e Giorno della Scoperta dell’America e ancora Giorno dell’Ispanità, nel quale si celebrava l’arrivo degli spagnoli in questa terra e in un modo o in un altro si segnalava quel colonialismo che pretendeva di mettere fine alla cultura degli indigeni.

Nessuno di tutti questi nomi ha raccolto l’essenza di quello che successe realmente con gli indigeni d’America, partendo da quel giorno.

Non ci furono incontri ma uno sterminio di un gruppo da parte dell’altro.

Questa terra era stata scoperta da molto tempo dalle popolazioni originarie, ma la resistenza sì che ci fu, perchè i popoli originali americani resistettero agli invasori, ai maltrattamenti e lottarono per la loro dignità, per i loro costumi, per le loro credenze e culture in cui seguono immersi i popoli originari americani.

Per riconoscere questa lotta degli uomini e delle donne dei popoli originari, l’11 ottobre del 2002 in Venezuela, il Presidente della Repubblica Hugo Chávez decretò che ogni 12 ottobre si sarebbe commemorato nel paese il Giorno della Resistenza indigena come tributo ad ognuno di quegli uomini e quelle donne che lottarono per i loro popoli e per la loro dignità.

Oltre a commemorare quella lotta ogni 12 ottobre, i popoli originari continuano la loro battaglia per l’uguaglianza sociale e il rispetto di tutti i diritti ancestrali delle comunità indigene, per le norme per le quali difendono i loro costumi e soprattutto per i loro diritti come esseri umani, che per tanti anni sono stati dimenticati.

Invece dell’incontro delle culture e delle civiltà, la conquista e la colonizzazione, sono state il peggior disastro di civiltà conosciuto nella storia dell’umanità. L’epilogo è inconcluso. ( Traduzione GM - Granma Int.)