ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Celebrazione in piazza a Città del Messico. Foto: lagazzettadf.com

Ogni 15 settembre, verso mezzanotte, i messicani celebrano l’inizio delle gesta per l’indipendenza, cominciate nel 1810 con il “Grito de Dolores”.

Nelle prime ore del 16 settembre, però del 1810, il sacerdote Miguel Hidalgo, insieme ad altri cospiratori, fece suonare la campana d’ingresso della chiesa del villaggio di Dolores (oggi DoloresHidalgo, Guanajuato), lanciando un appello per lottare per la libertà, al grido “Viva la Vergine di Guadalupe, Abbasso il malgoverno”.

Il primo festeggiamento per il Grito de Dolores si tenne in un edificio noto come El Chapitel, a Huichapan, (ora Stato di Hidalgo), nell’anno 1812, e il generale Ignacio Lopez Rayon e Andres Quintana Roo furono gli incaricati a dare, per la prima volta, il grido d’indipendenza messicano.

Durante il secolo XIX, il Grido fu commemorato il 16 settembre, ma il presidente Porfirio Diaz anticipò la celebrazione, facendola coincidere con il suo compleanno, precisamente il giorno 15.

Nella mattinata di oggi 16 settembre, si è svolta nella Piazza della Costituzione, la tradizionale sfilata militare per commemorare la data.

Il presidente Ernique Peña Niento ha pronunciato, dal balcone presidenziale del Palazzo Nazionale, il discorso terminato con il grido “Viva il Messico”. Dopo, ha fatto suonare la campana originale di Dolores e ha sventolato la bandiera tricolore, mentre la folla intonava l’inno nazionale.

In questo modo comincia la festa popolare in cui predomina il folclore messicano, uomini e donne che indossano gli abiti tradizionali, tra balli e musiche popolari, luminarie e fuochi d’artificio.