ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Ismael Francisco

Durante l’omaggio offerto dalla catena alberghiera Starwood alla delegazione cubana giunta a Washington per la cerimonia d’apertura dell’ambasciata cubana, lo storiografo della capitale cubana, Eusebio Leal, ha raccontato alla stampa i dettagli d’una storia singolare : il ritorno nella capitale degli Stata Uniti della bandiera che fu ammainata quando il governo di Dwight Eisenhower ruppe le relazioni con l’Isola.

Quello che segue è un frammento della conversazione che Eusebio ha offerto nell’Hotel Washington - lo stesso albergo in cui alloggiò Gabriele García Marquez, per compiere un incarico datogli da Fidel, nel 1998 – ai giornalisti cubani:

“La bandiera appartiene al Museo Provinciale di Las Tunas. È la stessa bandiera che quel 3 gennaio del 1961 si ammainò dalla missione di Cuba che restò in mani estranee, ma la bandiera no...”

La bandiera restò nelle mani di colui che s’incaricò di ammainarla, nientemeno che un anziano che vive in Florida, Héctor García Soto, bisnipote del Maggiore General Vicente García e di Donna Brígida Zaldívar, sua moglie.

Héctor García ha lottato per molti anni per Cuba nell’AlelnzaMartiana, con Max Lesnick e altri patrioti cubani. Lui ha conservato la bandiera.

Héctor quando andò a Cuba la penultima volta, portò la bandiera e altri oggetti storici al Museo di Las Tunas. Lui ha raccontato poeticamente, direi, come ha conservato questa bandiera ed ha usato le parole sentimento patriottico e senso della nazione per descrivere quello che valeva per lui lo stendardo.

So che sara una grande soddisfazione per lui, per la sua famiglia e per Las Tunas che questa bandiera che starà non sull’asta, perchè non oso come uomo di musei e di patrimonio, proporre che ondeggi e si sciupi questa bandiera nell’aria, ma che starà nel salone principale al primo piano della bella sede dell’ambasciata di Cuba.

(Traduzione GM – Granma Int.)