
Israele ha ordinato la demolizione nelle prossime due settimane di 37 strutture nel paese palestinese di Susia, alcune delle quali sono case finanziate dalla Spagna, ha confermato a EFE la ONG israeliana “Rabbini per i Diritti Umani”, che si occupa della difesa legale della località.
La demolizione lascerà senza tetto 91 palestinesi dei quali 45 sono bambini e includerà anche la distruzione di una piccola clinica locale.
Varie ONG spagnole hanno finanziato le strutture a Susia, nel sud del territorio Cisgiordano di Hebron, ma le case sono minacciate adesso con la distruzione, tra le altre azioni, e la demolizione delle opere di risanamento della scuola.
La cooperazione spagnola finanzia anche l’appoggio legale alla comunità, ubicata nella area C del territorio palestinese occupato della Cisgiordania, sotto il controllo amministrativo e militare di Israele e che lotta da anni contro i tentativi di demolizione.
Il paese, un gruppo di capanne e strutture precarie senza acqua corrente, nè elettricità, dove vivono più di 300 persone, ha sofferto già due sfollamenti nel 2001 e nel decennio del 1980, ed è circondato da colonie ebree che hanno occupato parte della sua terra.
Oggi, mercolèdi 22, i rappresentanti di varie ambasciate dell’Unione Europea andranno sul posto per pronunciarsi contro la demolizione.
Anche Washington, principale alleato di Israele, ha preso posizione chiaramente contro questa misura e il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby, ha detto la scorsa settimana che la demolizione di questo villaggio e l’espulsione dei palestinesi dalle loro case sarà dannosa e provocatrice, e farà supporre un modello dannoso di sfollamento e confisca delle terre, in particolare, considerando le attività d’insediamento di questa zona.
Negli ultimi anni Susia e diventato un simbolo e molte ONG lo pongono come esempio di una politica israeliana che vuole sostituire la popolazione palestinese locale con i coloni ebrei.
“È ovvio che è un ingiustizia verso gente indifesa e che mostra da decenni che l’intenzione di Israele nelle colline a sud di Hebron è la sostituzione della popolazione della zona, per annettere le terre a Israele”, ha dichiarato a EFE il rabbino Arik Ascheman, direttore di “Rabbini per i Diritti Umani”.
L’’esercito israeliano ha ordinato la demolizione delle strutture prima del prossimo 3 agosto, ma potranno avvenire in qualsiasi momento, ha sostenuto la ONG.
(Traduzione GM – Granma Int.)


