
Uruguaiani e uruguaiane hanno marciato nel centro di Montevideo, lunedì 29, gridando lo slogan "Toccano una, toccano tutte", per condannare l’assassinio di un’altra donna, la vittima numero 24 di quest’anno.
Il gruppo “Femministe in Allerta nelle Strade” ha aperto la marcia ed ha ricordato che torneranno a protestare ogni volta che una donna sarà vittima della violenza di genere e sono già state realizzate 15 marce.
Nella convocazione le organizzatrici hanno segnalato anche la rabbia, il dolore e l’indignazione che provocano questi crimini.
Vari partecipanti e gruppi hanno criticato i media di comunicazione che informano su questi crimini, accusando le vittime.
“Il sospetto ricade su di noi e sembra sempre che la colpa sia la nostra”, hanno sottolineato le partecipanti.
Lo scorso 3 giugno hanno marciato simultaneamente a Montevideo, in Uruguay e a Buenos Aires, in Argentina, migliaia di persone per condannare la violenza domestica con lo slogan “Nemmeno una in meno”.
Il Ministero degli Interni ha proposto la creazione della figura penale del femminicidio, per specializzarsi nella lotta contro la violenza domestica e di genere.
Charles Carrera, direttore della Segreteria del MI, ha detto però che sì l’Uruguay vuole risultati differenti in materia di lotta contro la violenza di genere e domestica, ma che si devono usare anche strumenti differenti.
(Traduzione GM - Granma Int.)





