ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Era precisamente il 17 dicembre dello scorso anno quando il presidente Usa Barak Obama apparve in tv per dare un annuncio storico. Tutti i media italiani, sin dalle radio del primo mattino, ne fecero la notizia del giorno. Disse Obama. "Dopo 53 anni di embargo imposto dagli Stati Uniti contro Cuba senza ottenere nessun risultato il mio governo ha deciso di avviare un riavvicinamento e una nuova fase politica verso l'isola caraibica che prevede la revoca del suddetto embargo".

La sorpresa di stampa e tv su scala mondiale fu grande, ma addetti ai lavori e conoscitori del tema già da mesi alludevano a questo possibile evento.(Anche nella diplomazia vaticana si era al corrente dei nuovi movimenti in corso). Quasi incredibile.

Il poderoso "Imperio del Norte" - come chiamano a Cuba gli Usa - aveva alla fine ceduto. E per primo. Il sollievo da parte cubana, sia pure in parte celato, è stato grande perchè il costo dell'embargo (che i cubani hanno sempre chiamato "Blocco", blocco totale) sull'economia dell'isola è di circa 2 miliardi di dollari all'anno, cioè oltre cento miliardi dal 1962. Una somma importante per l'economia della Mayor de las Antillas se si pensa che vale più della metà di quello che Cuba incassa con tutta l'industria turistica.

Si capisce ancor meglio la portata fondamentale di questo cambio di rotta americano, se si pensa che Cuba già dagli inizi Ottocento commerciava coi nascenti Stati Uniti e ha poi sempre più acquistato merci proprio dal "vicino del nord". In più, tra il 1835 e il 1855 ben tre presidenti statunitensi chiesero alla Spagna, la grande potenza imperiale padrona di Cuba per 4 secoli, di vendergli l'isola.Gli Usa arrivarono a offrire centinaia di milioni di dollari dell'epoca in lingotti d'oro, ma la Spagna mai pensò di vendere la sua più preziosa- e anche ultima -colonia latinoamericana.

La Spagna poi con l'ultima guerra di indipendenza cubana ( 1895-1898) e a seguito del "misterioso" affondamento dell'incrociatore americano Maine nel porto dell'Avana il 15 febbraio 1898, perse definitivamente l'isola in una breve guerra di tre mesi che le fecero gli Usa che presero così definitivo possesso di Cuba. Durò sessant'anni, cioè fino al il 1° gennaio del 1959 quando Cuba raggiunse -finalmente - la sua vera indipendenza e sovranità nazionale con la vittoria del movimento rivoluzionario di Fidel Castro contro il regime filoamericano di Fulgencio Batista. Infine, con la tentata invasione organizzata dalla Cia dell'aprile 1961 a Playa Giròn ( fine dei rapporti diplomatici tra i due Paesi ) e con la "Crisi dei missili" dell'ottobre 1962 gli Usa passarono dal blocco navale militare dell'isola al blocco totale economico- commerciale contro Cuba con lo scopo di strangolarla.

E arriviamo a fine 2014: " il miracolo". Il presidente degli Stati Uniti tende la mano a Cuba, subito a gennaio 2015 gli "sherpa" iniziano le riunioni, poi si incontrano i ministri degli esteri Bruno Rodriguez Parrilla e John Kerry, infine a la Cumbre de Las Americas dialogano cordialmente il presidente cubano Raùl Castro e Barak Obama. Ora si attendono i risultati. Ci vorrà molta pazienza e tempo, dice Raùl.

Giunge a inizio giugno la cancellazione del nome di Cuba dalla lista nera statunitense dei "paesi patrocinatori del terrorismo" . Por favor, senores! Cuba il terrorismo lo ha sempre patito lei da parte Usa con gli attentati di Posada Carriles agente Cia, l'abbattimento in volo di un aereo passeggeri, le bombe dell'Avana del '97, la prigionia dei 5 patrioti cubani per 16 anni ingiustamente tenuti in carceri statunitensi ecc. ecc.Nel prossimo futuro ci dovrebbe essere lo smantellamento dell'embargo che però è tuttora in vigore. Intanto si riaprono le rispettive ambasciate. Quella dell'Avana è il vecchio palazzo sul lungomare, la SINA ,Sezione di interessi nordamericani all'Avana, dove è sempre stata presente una delegazione di diplomatici e agenti con tutta libertà di spostamenti e iniziative provocatorie. Come il reclutamento -e il pagamento in migliaia d fruscianti dollari - di qualche manipolo di "dissidenti" (mercenari per Cuba) già da tempo in via di estinzione.

A Cuba già da qualche anno sono in corso riforme economiche con la creazione di circa un milione di posti di lavoro di tipo non statale, i famosi lavoratori "por cuenta propia" in piccole attività commerciali un tempo inutilmente centralizzate, mentre il turismo che ha già superato i 3 milioni di visitatori con una crescita costante, da ora riceverà ulteriori benefici dall'arrivo di turisti statunitensi a cui non sarà più proibito, dal loro governo, di viaggiare a Cuba. Ricordiamo qui che i canadesi fedeli turisti dell'isola caraibica sono oltre un milione ogni anno. Sono già stati avviati voli settimanali New York-Avana, oltre quelli da Miami e vi sono programmi per collegamenti navali con ferry-boat e navi da crociera Florida-Cuba. Ma ciò che si attende è la progressiva riapertura dei rapporti commerciali tra i due Paesi, il gigante Golia e il piccolo Davide.

Con l'embargo- blocco, Cuba deve comprare qualsiasi prodotto fuori dagli Usa. Dal vicino Messico, ma molto anche dai più lontani Brasile e Argentina e molto anche dalle lontanissime Europa e Asia. Chiaro che ogni merce a Cuba viene a costare due-tre anche cinque o dieci volte di più. Il blocco Usa contro Cuba ha sempre avuto connotati terroristi e criminali in quanto tendente a distruggere seriamente la vita, la salute, la sopravvivenza della popolazione. Alcuni esempi tra i tanti. Cuba acquista costose strumentazioni mediche per la dialisi infantile da aziende di Giappone o Finlandia? Ebbene, basta che in quelle macchine ci sia anche una sola molla o vite di brevetto Usa che la grande potenza minacci di togliere qualsiasi mercato internazionale alla ditta venditrice. Un armatore navale invia un carico di merci in un porto cubano ? Il ricatto Usa è che quelle navi non potranno operare per almeno 6 mesi in un porto statunitense. E ancora. Una banca internazionale gestisce una semplice transazione di pagamenti per conto di imprese cubane? Ebbene "fantomatici" tribunali degli Usa le impongono multe per anche oltre 150 milioni di dollari. E' accaduto a banche delle caraibiche Isole Cayman ma anche alla grande banca francese Paris bas. Questa che fanno gli Usa contro Cuba è vera e spietata guerra economica con tanto di ricatti verso paesi terzi.. Un giorno questo dovrà finire. Naturalmente non è super garantito. Il congresso statunitense a maggioranza repubblicana potrebbe bloccare le attuali iniziative dell' amministrazione Obama, così come l'elezione a un nuovo presidente di un candidato repubblicano come Jeb Bush o Marco Rubio.

Obama ha un anno ancora di governo effettivo. Infine una non secondaria nota a margine di questo intricato e complesso rapporto di tanti anni conflittuali tra Usa e Cuba. Tra le voci previste nei nuovi accordi tra i due paesi, alcuni organi di stampa hanno messo in rilevo necessarie attuazioni democratiche da parte di Cuba sul capitolo delle"libertà democratiche e dei diritti umani". Cioè Cuba dovrebbe imparare qualcosa dagli Stati Uniti? In 55 anni di sistema sociale rivoluzionario a Cuba mai nessun normale cittadino, ripeto mai, è stato ucciso per strada a pistolettate da agenti di polizia. Negli Stati Uniti invece ciò accade ogni settimana, ogni mese specie nei confronti di persone di colore. I dati statistici a maggio 2015 davano già a 378 le persone, passanti disarmati uccisi in strada dalla polizia nordamericana. Senza contare le innumerevoli stragi effettuate da pazzoidi giovani bianchi filonazisti, come coi 9 uccisi nel recente caso di Charleston. Chi deve prendere lezioni di diritti umani tra gli Usa, l più potente e spietato impero della Storia, e Cuba la piccola e valorosa isola ribelle ?