
Centinaia d mialgia di argentini si sono riuniti nella capitale, mercoledì 3 giugno, per domandare soluzioni alla violenza contro le donne e dare maggior visibilità a un problema molto radicato nella regione.
Reggendo cartelloni con lo slogan “Nemmeno una di meno” la folla ha domandato davanti al Congresso, a Buenos Aires, l’applicazione di condanne più severe per i delitti prodotti dalla violenza contro le donne e per altre forme d’aggressione di genere.
La protesta, organizzata attraverso la rete sociale, è avvenuta anche in altre città dell’ Argentina e dell’Uruguay dove alcuni manifestanti portavano cartelloni con le foto e i nomi delle vittime e la richiesta di uguaglianza.
L’agenzia statale di notizie Télam ha stimato che erano almeno 200.000 i manifestanti nella capitale argentina, con l’appoggio di artisti, politici e istituzioni locali. Anche la presidentessa Cristina Fernández ha fatto un commento al proposito:
"Non è solo un problema giudiziario o della polizia. Siamo di fronte ad una cultura che devasta quello che è femminile”, ha scritto nel suo spazio Twitter la mandataria, che quest’anno lascerà l’incarico, al termine della sua seconda elezione.
La stella del calcio Lionel Messi e il tennista Juan Martín Del Potro hanno espresso il loro appoggio nei profili di Facebook con foto e il messaggio “Non una di meno”.
"Basta femminicidi! Da Barcellona ci sommiamo a tutti gli argentini per gridarlo ben forte”, ha scritto il famoso giocatore del Barça.
La protesta è avvenuta dopo che negli ultimi mesi vari casi di giovani assassinate hanno inondato gli schermi dei media locali, diffondendo un problema sul quale non esistono chiare statistiche dato che i soli dati ufficiali si basano su informazioni della stampa.
Secondo l’organizzazione per i diritti delle donne Casa del Encuentro, nel
paese sono stati registrati 277 crimini prodotto della violenza contro le donne nel 2014. Stando alla media degli ultimi anni c’è un nuovo caso ogni 31 ore.
"È una cifra che allarma e siamo sicuri che il totale è maggiore, perchè ci sono luoghi dove le donne sono assassinate e non ci sono mezzi di comunicazione che registrano l’assassinio, come nelle campagne, ha detto a Reuters Ada Beatriz Rico, presidentessa
dell’entità.
Dal 2009, in Argentina è vigente una legge che protegge le donne di fronte a diversi tipi di violenza, da quella fisica e sessuale a quella psicologica e la discriminazione nel lavoro.
La norma però si applica raramente nel paese e molte volte i casi di violenza domestica sono trattati in senso giudiziario come problemi privati.
L’America Latina presenta il livello di morte per la violenza contro le donne più alto del mondo, segnala l’agenzia ONU Mujeres, con il Dipartimento di Uguaglianza di Genere delle Nazioni Unite. (Traduzione GM – Granma Int.)


