ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Photo: Prensa Latina

Cabello è una delle figure chiave della Rivoluzione bolivariana. Ha governato con il già scomparso presidente Hugo Chavez e continua ad esercitare con l'attuale mandatario, Nicolas Maduro.

Ora è stato accusato di un presunto vincolo col narcotraffico.

Cabello, primo vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela, ha denunciato il 7 maggio scorso, vari media privati di comunicazione venezuelani che, ha dichiarato, partecipano ad una campagna di discredito elaborata da laboratori internazionali di una guerra sporca.

I quotidiani venezuelani privati El Nacional e Tal Cual, e la pagina web La Patilla, hanno pubblicato, senza fare verifiche, le accuse diffuse dal media spagnolo ABC, derivate dalle dichiarazioni fatte alla stampa da un ex membro della sicurezza personale di Cabello.

L’attacco, attribuito ai settori politici della destra nazionale ed internazionale, è stato ripresola altri media, tra i quali il quotidiano statunitense The Wall Street Journal e la catena televisiva CNN.  

Questo attacco fa parte di una strategia di destabilizzazione attraverso il discredito, affiancato dalla guerra economica contro la Rivoluzione bolivariana, chiaramente reso pubblico dal decreto esecutivo statunitense che ha dichiarato questo paese come una

La risposta del governo nazionale e delle forze che lo appoggiano è stata categorica anche in questa nuova occasione: il presidente della Repubblica ha incitato a realizzare una campagna in difesa di Cabello e della dignità dei quadri della Rivoluzione bolivariana.

“Chi si mette contro Diosdado si mette contro di me. Non possiamo tollerare queste infamie contro di lui (...) È uno quadro leale”, ha segnalato Maduro in questa occasione.

“Difendiamo Diosdado Cabello come abbiamo difeso il nostro paese di fronte a tutte le aggressioni della destra”, ha aggiunto.

La maggioranza rivoluzionaria del Parlamento ha approvato una relazione presentata dalla Commissione Permanente del Potere Popolare e dei Mezzi di Comunicazione che condannano l'attacco al titolare del Legislativo.

Va segnalato che la campagna contro Cabello è cresciuta proprio quando il paese si sta preparando a realizzare le elezioni legislative, alla fine di questo anno, con l'opposizione che sta utilizzando la strategia, già applicata in processi precedenti, di tergiversare il lavoro del Potere Elettorale per incolparlo di un'eventuale sconfitta nelle urne.

L'assalto mediatico attuale potrebbe ottenere lo stesso risultato avuto dal decreto esecutivo di Obama: una maggior coesione tra le fila bolivariane ed il discredito di coloro che per connivenza o convenienza non si sono pronunciati al proposito, a giudicare dalla reazione unitaria delle forze rivoluzionarie in difesa di Cabello. (Traduzione Gm – Granma Int.)