OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE

Il Congresso statunitense deve approvare l’autorizzazione dell’uso della forza contro lo Stato Islamico - ISIS - e controllare l’uso del potere militare oltremare, ha segnalato un editoriale del The New York Times.

Il nuovo mandato deve sostituire quello che la Casa Bianca utilizza attualmente come base legale, approvato nel 2001 dal presidente George W. Bush- e chiarire i limiti per evitare che un’amministrazione nel futuro intervenga in qualsiasi luogo o momento senza consultare il Congresso, dice il testo.

Nella misura in cui la guerra s’intensifica, è urgente più che mai che il Capitolio avalli questo permesso, con il fine di controllare meglio l’Esecutivo in questa materia e che si articoli una strategia chiara contro il ISIS, a lungo tempo, aggiunge l’articolo. intitolato “La scalata delle guerre senza autorizzazione”.

L’8 de agosto scorso, gli Stati Uniti e alcuni loro alleati hanno iniziato una campagna aerea contro gli yihadisti in territorio iracheno, azione che si è estesa in Siria il 23 settembre senza l’approvazione del Governo di Damasco.

In totale, la coalizione guidata da Washington ha realizzata più di 4050 attacchi aerei contro i fondamentalisti nelle due nazioni arabe, ma queste azioni non hanno debilitato sufficientemente il gruppo terrorista.

Sino al 9 aprile scorso questa guerra è costata ai contribuenti nordamericani più di 2100 milioni di dollari - circa 8,6 milioni al giorno- in accordo con i rapporti del Pentagono.

La Casa Bianca ha descritto lo sforzo come un intervento limitato e ha promesso che non avrebbe coinvolto gli Stati Uniti in una nuova guerra in Negli ultimi giorni la situazione si è aggravata dopo l’occupazione da parte degli irregolari della città di Ramadi, a 115 Km. a ovest da Baghdad e vari politici statunitensi hanno chiesto al presidente Obama un’azione più decisa.

In questo senso il senatore repubblicano John McCain ha chiesto che il Pentagono invii truppe terrestri per affrontare i fondamentalisti e ugualmente si è pronunciato, George Pataki, ex governatore dello stato di New York.

(Traduzione GM – Granma Int.)