
Il Vaticano ha accettato la decisione dell’Assemblea Genérale della ONU del 2012 di riconoscere lo Stato della Palestina. Questo trattato è il primo documento legale negoziato tra la Santa Sede e lo Stato della Palestina.
Il trattato, terminato ieri mercoledì 13, ancora non firmato, lascia in chiaro che la Santa Sede ha cambiato le sue relazioni diplomatiche con la detta Organizzazione per la Liberazione della Palestina, per dirigersi allo Stato della Palestina e costituisce un riconoscimento diplomatico ufficiale.
Si tratta di un riconoscimento all’esistenza dello Stato, ha detto il portavoce del Vaticano, reverendo Federico Lombardi.
Il presidente palestinese, Mahmud Abbas ha in programma per sabato 16, una riunione con il Papa Francisco prima della canonizzazione di due nuovi santi in Terra Santa, che si realizzerà la domenica.
In risposta Israele ha detto di sentirsi deluso per il riconoscimento della Palestina come Stato e in un comunicato il ministero degli Interni israeliano dice che “la misura non aiuta il processo di pace e allontana la cupola palestinese da un ritorno ai negoziati bilaterali diretti”.
Il Vaticano si è riferito alla Palestina in maniera non ufficiale come Stato per almeno un anno, ma durante la visita del Papa Francisco in Terra Santa nel 2014, il programma ufficiale del Vaticano si era riferito ad Abbas come al presidente dello "Stato della Palestina".
Nell’annuario più recente del Vaticano, l’ambasciatore palestinese nella Santa Sede appare rappresentando "Palestina (Stato della)".
Il ministro degli Esteri del Vaticano, monsignor Antoine Camilleri, ha riconosciuto il cambio di status dato che il trattato era inizialmente vincolato all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ed ora è formalizzato come Stato della Palestina, ma ha sottolineato che il cambio va semplicemente d’accordo con l’atteggiamento della Santa Sede.
( Traduzione GM – Granma Int.)





