ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
I palestinesi presenteranno alla CPI una denuncia contro i crimini di Israele. Photo: EFE

Ramallah - L’entrata, ieri mercoledì 1º aprile, della Palestina nella Corte Penale Internazionale (CPI) apre un nuovo fronte nel conflitto storico con Israele.

La possibilità che alti ufficiali dell’esercito e alti funzionari possano apparire di fronte a questa corte, è stata disprezzata dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, la cui coalizione ha vinto contro tutti pronostici le elezioni del 17 marzo, ha informato PL

Tra la presentazione della domanda e la cerimonia d’entrata completata ieri nella città olandese de L’Aia, le autorità palestinesi hanno compilato documenti che comprendono le atrocità del ferze di occupazione nei territori palestinesi. Un indizio della grandezza del conflitto è stata la sentenza di un tribunale della città di New York che ha condannato il Governo Palestinese a pagare quasi 630 milioni di dollari a sudditi israeliani per presunti attacchi contro civili.

La sentenza non era inaspettata per via della lobby israeliana in questa città e alla luce dell’ influenza di Tel Aviv nei poteri degli Stati Uniti.

Come contro partita i palestinesi porteranno alla CPI le denunce indiscutibili a tenore con la legislazione internazionale, tra le quali le annessioni dei territori, com’ è il caso di Gerusalemme est e le terre confiscate per costruire insediamenti in Cisgiordania. La denuncia più recente e più importante è l’aggressione militare contro Gaza, tra luglio e agosto dell’anno scorso, che ha provocato la morte di circa 2000 persone, in maggioranza donne e bambini, circa 11.000 feriti e più d 110.000 sfollati per la distruzione delle loro case. ( Traduzione GM - Granma Int.).