
San Juan – I reclami inviati al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, perchè firmi un indulto e liberi il prigioniero politico portoricano Oscar López Rivera, hanno riunito alcuni giorni fa gli studenti di lavoro sociale e la fondatrice delle Nonne di Piazza di Maggio, Estela Barnes de Carlotto.
I manifestanti, come ogni ultima domenica del mese, si sono riuniti al ponte Los Dos Hermanos, all’entrata dell’isoletta della Vecchia San Juan, per chiedere che dopo 33 anni di reclusione il presidente degli USA liberi il portoricano di 71 anni. Gli slogan gridati indicavano che “è già tempo che López Rivera ritorni tra il suo popolo e possa stare con sua figlia Clarissa e la sua nipotina Karina”.
"Le donne hanno molta forza, siamo più forti di quello che crediamo, di quello che ci dicono”, ha dichiarato l’argentina Estela Barnes de Carloto sommandosi al gruppo di donne in nome delle Nonne di Piazza di Maggio, per esigere la liberazione del prigioniero. Il governo degli USA ha condannato López Rivera per cospirazione anche se non è mai stata provata nessuna accusa.
La dirigente argentina, che lotta per il recupero dei nipoti strappati alle loro famiglie durante la dittatura militare in Argentina (1976-1983), ha parlato per telefono con López Rivera per alcuni minuti.
“Siamo con lei e con le sue forze. Sappiamo che le ha come noi, vecchie, ma forti! Avanti e sino alla vittoria sempre!, ha esclamato Estela Barnes de Carlotto parlando con il prigioniero politico boricua, che si trova nel carcere federale di Terre Haute, in Indiana (USA).
La portavoce delle studentesse di lavoro sociale, Karla Guzmán, ha letto un proclama nel quale ha segnalato la sentenza sproporzionata “perchè il solo delitto di López Rivera è stato difendere Borinquen" ed ha chiarito che non si tratta di una preghiera a Obama, ma di un’esigenza che disponga in libertà immediata López Rivera. ( Traduzione GM – Granma Int.)





