ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA

Circa 1.500 persone si sono riunite, sabato 7, nel centro di Chicago per reclamare la chiusura delle installazioni segrete di detenzione amministrate dalla Polizia locale e protestare contro il trattamento stile Guantánamo.

Photo: Russia Today

Il Dipartimento di Polizia di Chicago sta usando “l’equivalente locale di un sito negro della CIA”, ha denunciato alla fine di febbraio il quotidiano ‘The Guardian.

Il complesso per interrogatori —Homan Square— è al di fuori dei luoghi regolari e viene operato da unità di polizia segrete, ha scritto il giornale.

Secondo i suoi dati, i detenuti praticamente spariscono, non hanno accesso agli avvocati, nè il diritto di vedere la famiglie e tanto meno una data pubblica, sulla base dei dati della polizia.

“Homan Square è un luogo non abituale, che fa ricordare i centri per gli interrogatori usati in Medio Oriente, quando sei lì dentro nessuno sa quello che ti succede, ossia non è permesso contattare nessuno”, ha commentato al giornale uno degli ex prigionieri del luogo, Jacob Church.

A differenza delle prigioni della CIA, la prigione di Chicago è specializzata in statunitensi soprattutto poveri.

Anche se gli avvocati locali sapevano molto bene che non potevano localizzare i loro clienti, il tema di Homan Square, stava solo in internet e non nei media.

È stato conosciuto dal pubblico in generale solo dopo la pubblicazione del ‘The Guardian’ e in meno di una settimana la storia ha cominciato a generare proteste a livello nazionale.

La polizia di Chicago sta cominciando a vedere i cittadini come combattenti nemici, ha denunciato un’attivista.

Alla manifestazione hanno partecipato veterani, militari, organizzatori locali e simpatizzanti del gruppo hakers “Anonymous”, tra gli altri. (Traduzione GM - Granma Int.)