
Non è stata condivisa l’allegria: si è moltiplicata.
Vederli insieme,tutti loro di tanti paesi, abbracciarsi sorridenti quando il migliore giungeva alla meta o l’insperato dava la sorpresa con un lancio o una corsa da record, ci ha fatto sognare un mondo inclusivo dove la diversità è protagonista.
Questo è stato il messaggio dei Giochi Olimpici e Paralimpici «unità e diversità»,al quale si deve dare continuità dopo due eventi nei quali hanno spiccato l’emozione e l’enorme allegria dei circa 14.000, sommando i due Giochi.
Questa portata è stata lontano dalla solennità che si nota sempre quando si realizzano questa competizioni, le più importanti e ricordate nel mondo, e deve crescere ed espandersi.
È stato un mese di competizioni durante il quale, grazie allo sforzo fatto da Cuba, abbiamo visto giocare grandi stelle dell’ambito professionale con altri che non lo sono, e che, esibendo la loro grande qualità, non vogliono giungere all’ora del ritiro senza una medaglia olimpica nella loro vetrina.
Per la prima volta noi cubani abbiamo avuto un mese per vedere sports che non immaginavamo esistessero, mostrandoci la sagacità e la validità di uomini e donne con handicaps fisici.
Le decorazioni e i fiori che guardavamo negli scenari d’apertura e della chiusura dei Paralimpici sono stati creati da artisti con invalidità che risiedono in prefetture danneggiate dal forte terremoto che ha colpito il Giappone in questo 2011.
La necessità del cambio comincia a entrare nelle coscienze, un cambio inclusivo e diverso, dove la gente riconosca e appoggi le differenze senza discriminazioni, senza barriere di nessun tipo.
Questo è il messaggio moltiplicato che aspiriamo di far arrivare a Parigi 24, in un mondo dove l’uomo sia fratello dell’uomo. (GM – Granma Int.)




