
Nessuna delle sette squadre che con Cuba hanno inaugurato martedì 15 ottobre a Puerto Rico il torneo femminile di pallavolo del Nord, America Centrale e Caraibi (Norceca), ha subito le pressioni imposte dal blocco degli Stati Uniti.
Così come avviene in altre sfere della vita quotidiana, lo sport dell’Isola non sfugge alle difficoltà create da questo assedio brutalmente incrementato, che si estende già da quasi 60 anni.
Di fronte all’impossibilità che la squadra cubana per il Norceca ottenesse a L’Avana i suo visti per viaggiare a Puerto Rico ( Stato libero associato agli Stati Uniti), le 17 persone della delegazione cubana hanno dovuto trasferirsi in
Repubblica Dominicana, dal 16 al 21 settembre, in attesa dei permessi d’entrata nell’isola portoricana.
Conclusa la parte della documentazione il gruppo è tornato a Cuba, con ulteriori spese, per completare la preparazione per il torneo, con un supplemento dei costi, dato che la logica indicava che la concessione dei visti si poteva risolvere a L’Avana.
La presenza in Puerto Rico è costata 7800 dollari in biglietti d’aereo, altri 2350 per l’utilizzo del Centro d’Allenamento della Repubblica Dominicana, oltre a 160 dollari per persona rimborsati per pagare il servizio dei visti della delegazione, come appare nei dati mostrati a Granma da Ariel Saínz, presidente della Federazione Cubana di pallavolo (FCV), che ha partecipato direttamente a tutti questi fatti.
La ferrea volontà del movimento sportivo cubano ha offerto ancora una volta una mostra della sua lealtà e dell’impegno con la Rivoluzione e il popolo, perche la nuova selezione femminile di pallavolo nonostante gli ostacoli, gioca molto bene, con allegria e alta disposizione contro le squadre di paesi fraterni, includendo quella statunitense.
ESISTONO ALTRE RAGIONI
Questo non è stato il solo ostacolo recente posto dall’amministrazione di Donald Trump per intorpidire il normale sviluppo sportivo di Cuba e la sua amichevole relazione con i paesi della Norceca e della Federazione Internazionale di pallavolo (FIVB).
La FCV non può avere i 20.000 dollari corrispondenti a 5º posto ottenuto dalle giocatrici nella Coppa Challenger 2018, in Portogallo, per il rifiuto delle Banche degli Stati Uniti che non realizzano le transazioni.
Nello stesso torneo di questo 2019, la FCV non ha ricevuto i 50.000 dollari con cui è stata premiata la squadra maschile per il suo secondo posto in Slovenia in un torneo per la classifica nella lega delle Nazioni del 2020.
«I premi vinti con la pallavolo di spiaggia e i pagamenti degli arbitri internazionali di Cuba, che ammontano a più di 2000 dollari, così come gli apporti che la FIVB apporta normalmente ai circa 200 paesi affiliati nel mondo intero, sono stati bloccati dalle banche che rispondono agli interessi degli Stata Uniti», ha riferito
Saínz.
La persecuzione e il vergognoso tentativo di togliere prestigio ai settori della Salute e dell’Educazione tra le tante garanzie della tranquillità dei cubani, non hanno potuto nè potranno intimorire il movimento sportivo cubano con questi brutali trucchi.
Le ragazze della pallavolo di Cuba sono arrivate a Puerto Rico, disposte a competere in buoni incontri.



