
Poche ore prima di partire per il Nicaragua dove, a partire da oggi, giovedì 11, la pre -selezione nazionale svolgerà la sua ultima tappa di preparazione, poco prima dei Giochi Panamericani, il mentore della squadra Cuba, Rey Vicente Anglada, ha detto a Granma Internacional quali sono i suoi apprezzamenti su questo periodo di allenamento ed ha annunciato che due terzi del gruppo che giocherà contro i nicaraguensi andrà a Lima.
-Che cosa è più preoccupante a due settimane dalla competizione continentale?
–«Non siamo preoccupati, ma occupati. Stiamo sviluppando un vasto processo di preparazione integratore e integrale che ha compreso giocatori che sono stati impegnati con noi e altri che lo hanno fatto in differenti gare e sono stati controllati dal gruppo dirigente. Avremo una grande squadra a Lima dove andiamo con un solo scopo: Vincere. Un altro risultato sarebbe inaccettabile.
- Allora ci saranno cambi significativi nelle nomine per Lima?
«S’incorporeranno Yurisbel Gracial e i lanciatori Liván Moinelo e Raidel Martínez, della grande campagna in Giappone; Yordan Manduley, Stayler Hernández, i pitchers Vladimir García e Yoanni Yera, che stavano in Canada, e il fuori campo granmense Roel Santos, che partecipa in Messico.
I cambi coprono una terza parte della squadra, perchè il gruppo è di 24 giocatori».
-I tifosi si sono inquietati quando hanno saputo che tra la lega Can-am e la serie con gli Stati Uniti (20 giochi), abbiamo realizzato nove vittorie e 11 sconfitte e gli indici di gioco non sono risultati i migliori.
«Non siamo andati a vincere giochi in un campionato, siamo andati a prepararci, abbiamo cercato di dare partecipazione e responsabilità differenti a tutti, abbiamo provato a mettere i giocatori in diverse posizioni per ottenere versatilità e soluzioni a momenti complessi in una competizione ufficiale, e questo lo abbiamo realizzato
È stato molto buono affrontare una squadra come la USA-Baseball, con qualità eccezionali nell’ordine tattico e tecnico. Vedere i lanciatori di più di 96 miglia è stato positivo.
Abbiamo chiaro l’obiettivo: vincere nei Panamericani e in novembre, in una competizione molto più impegnativa, ottenere la classificazione, e in quella dovremo vincere».
-E Frederich Cepeda?
«È stata la decisione più difficile della mia vita non solo come direttore, ma in tutta la mia carriera del Baseball.
Questa squadra lo necessita. Se avesse raggiunto almeno il 50% della sua capacità di giocatore di baseball starebbe a Lima, ma non c’è riuscito.
Nei Panamericani di Río de Janerio-2007 la stampa mi aveva chiesto se lo avrei lasciato allineato senza produrre e io avevo risposto che dovevano cercare un altro mentore che lo facesse, e nel gioco finale andò a lanciare. Ora mi è toccato non convocarlo, ma quando torneremo con la vittoria panamericana e la classificazione olimpica, dovremo dargli questi titoli.
Il solo fatto di partecipare alla preparazione ha apportato la cosa più importante: l’esempio di un grande che con uno sforzo senza limiti e con molta umiltà si è dedicato, e so che continuerà a farlo, con la squadra di tutti, a Cuba.
(GM – Granma Int.)



