ORGANO UFFICIALE DEL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA DI CUBA
Veracruz - Antonio Becali per Cuba direttore della delegazione con la bandiera cubana. La bandiera cubana ondeggia tra le altre dei Paesi fraterni della regione nella sede dei Giochi Centroamericani e dei Caraibi. Photo: Granma

“Sempre si prova la stessa emozione, ti si drizzano i peli e ti si stringe il cuore, è come se in questo momento stessi combattendo di nuovo sul ring con Zamora, a Monaco”, dice quest’uomo piccolo di statura, ma con il cuore e una boxe da gigante.

Orlando Martínez, Orlandito come lo conosciamo tutti , già vicino ai 70, ha vissuto così la cerimonia dell’alza bandiera di Cuba,  nel World Trade Center di Veracruz, quando sono entrati i protagonisti di oggi che passeranno alla gloria nei XXII Giochi  Centroamericani e dei Caraibi, che saranno inaugurati nella notte di oggi, venerdì 14, ed hanno cominciato cantare l’Inno di Bayamo.

Lui, Orlandito,  ha aperto il cammino dell sport rivoluzionario nelle Olimpiadi, quando a Monaco sconfisse nella finale, cosa storica, il messicano Alonso Zamora per votazione unanime dei giudici. Ora non andrà sul ring,  guarderà dai gradini come una delle glorie sportive che accompagnano qui gli atleti dell’Isola.

La cerimonia, celebrata in uno dei saloni deli’installazione per via del forte vento di quasi 80 Km. l’ora,  è stata presieduta da  Alejandro Palma Fragoso, il dirigente incaricato del vincolo con il Governo Federale, da  Antonio Becali Garrido, presidente dell’INDER, e da María Luisa Fernández, console generale di Cuba, nello Stato sede dell’appuntamento sportivo.

“Cerchiamo sempre d’essere brevi in queste cerimonie, ma di fronte a tanta bella storia è difficile essere sintetici”, ha detto  Fragoso, che si è riferito ai vincoli che legano i popoli del Messico e Cuba scritti nella storia delle due nazioni.

“È un onore e un orgoglio per i Giochi avervi qui”, ha dichiarato.

Il capo della missione cubana, a nome della delegazione del suo paese, ha detto: “ Salutiamo e abbracciamo tutti i partecipanti e soprattutto gli anfitrioni”, ed ha reiterato che: “La  giovane comitiva cubana è venuta disposta a difendere le conquiste del nostro sport, che è frutto dell’opera della Rivoluzione”, ed ha aggiunto che gli sportivi di Cuba sapranno stare all’altezza dell’impegno che è stato tracciato per questa festa.

Domani, Centroamerica e Caraibi combatteranno per le prime 30 medaglie d’oro ed è molto probabile che le prime vadano al  kayak di Jorge García per far ascoltare di nuovo l’Inno di Bayamo. ( Traduzione GM – Granma Int.)