OFFICIAL VOICE OF THE COMMUNIST PARTY OF CUBA CENTRAL COMMITTEE
Alberto Luberta, gloria della nostra cultura. Photo: Valiente, Jorge

Avrebbero dovuto sentire le risate di quei due quando poco prima di scrivere queste linee chiesi  chi ascoltava molto la radio, se si ricordava alcun successo di Alegrías de sobremesa.

Per intendere gli effetti che suscitava nel radio utente avrebbero dovuto averle sentirle, e mi riferisco a coloro che per la loro giovane età non conoscono l’esperienza di questo programma dell’emittente Radio Progreso, trasmessa per 52 anni e che,come indica il suo nome, provocava, con la sua naturale spontaneità, le risa, proprie dell’allegria.

Quelli che lo conoscevano sanno che frasi, situazioni e personaggi che nacquero in quello spazio vivono nella memoria spirituale del cubano senza che possano cancellarla né il tempo nè altri spazi umoristici.

«Nell’appartamento di Paco e Rita (Idalberto Delgado e Marta Jiménez Oropesa) passava di tutto –mi disse–. Lì giungevano i vicini, ognuno con i suoi fatti e le sue storie che condividevano con chi stava lì.

C’era Alejito (Wilfredo Fernández) che non invecchiava mai.

Un giorno Paco sognò che tutti erano diventati molto vecchi, tutti meno Alejito, che ripeteva un e un’altra volta: “Qui, Paco, con i miei 30 annetti che non compio sino a dicembre”.

Rosillo (Eduardo) era el locutore del programma e uno dei suoi pilastri  fondamentali.

«L’incaricato dell’edificio era fenomenale –continuò–, si chiamava Rufino Delfino y Zuazagoitía, e per le grandi occasioni indossava la sua “combinazione autunnale”. Aveva due figli con dei gran testoni, Proscopito e Ungenito, tanto che per mettergli il pullover lo si doveva infilare dai piedi perché dalla testa non entravano».

Furono varie le scene che mi raccontò, di queste che ti trasportano in altri tempi e rimuovono altri ricordi che si scambiano e senza volere fanno nascere a modo di retribuzione di ringraziamento, un omaggio a coloro che hanno toccato la vita di tante generazioni con la mano di un umore d’altissima qualità, compreso in stampe di costume,  difese da attori indimenticabili uniti dalla preziosa capacità d’impegno memorabile, capaci di trasmettere l’essenza disegnata dallo sceneggiatore.  

Senza aver detto sino a qui il suo nome, tutti sappiamo ch eparliamo di Alberto Luberta Noy (27 settembre 1931 - 23 gennaio 2017), l’artífice di Alegrías…, cosò come fu stabilito finalmente, dato che da due anni esisteva un altro programa omonimo poi modificato da  Luberta, su richiesta di Antonio Hernández, direttore di Radio Progreso, per offrire al pubblico quello che come tale si conosce.

Parliamo di un uomo che per 52 anni scrisse ininterrottamente la sceneggiatura di uno spazio umoristico e musicale che ha accompagnato tante e tante famiglie cubane, mentre facevano il dopocena, o semplicemente aspettavano l’ora precisa per sintonizzarlo con la garanzia che avrebbero trascorso momenti stupendi.

I personaggi (circa 70)  di Alegrías… furono anche i vicini di tutti i suoi ascoltatori, dato che le situazioni si costruivano dalla vita stessa e comune, per cui si fece più fermo il vincolo che li unì al programma.

Sppiamo che scrivere una sceneggiatura di questo tipo per tanti anni fu una’azione eroica propria di un genio che con molto talento si forgiò a base di disciplina, auto esigenza e senso d’appartenenza.

E sappiamo anche che fu il solo lavoro che fece, che fu copista di lbretti radiofonici e di programmi televisivi, che fu un rivoluzionario che credeva nel processo molto prima della sua fondazione, quando il Movimento 26 de Julio lo integrò alle sue file; che fu un figlio padre e marito esemplare.

Ma la su agrande opera artistica è stata senza dubbio, Alegrías de sobremesa, della quale  suo figlio  Alberto Luberta Martínez, nel prologo del libro Quien bien te quiere, de Caridad Martínez (sposa di Luberta Noy) e di Jorge A. Piñeiro (Jape) ha detto: «Alegrías de sobremesa è un pezzo di Cuba, dei cubani».

Quando si compiono 95 anni  dalla sua nascita, riportare alla memoria queste annotazioni, segnalare l’importanza di un’opera che ha meritato i premi nazionali di Radio e Umorismo e ridere di nuovo con il suo ingegno, sono forme per irrobustire queste parole che si dicono sempre in suo onore, tali come gloria della Radio Cubana e leggenda.